L’effigie di Eurisace ed Atistia in mostra dopo secoli di oblio

L’effigie di Eurisace ed Atistia in mostra dopo secoli di oblio

Dal primo marzo al 30 giugno alla Centrale Montemartini, luogo di straordinari contrasti tra archeologia industriale e classica, torna visibile il gruppo scultoreo d’età tardo repubblicana di Marco Virgilio Eurisace e della consorte Atistia. Opera rinvenuta nel 1838 assieme al sepolcro della coppia, tuttora visibile nell’attuale area di Porta Maggiore.

Particolari del gruppo scultoreo d’età tardo repubblicana raffigurante il ricco liberto Eurisace e sua moglie Atistia. In mostra alla Centrale Montemartini fino al 30 giugno (foto museo Centrale Montemartini)

 

L’antica storia di un ricco liberto di origini greche e di sua moglie riemerge dalle profondità dei secoli, e dai depositi di un museo, conquistando un palcoscenico adeguato. Il gruppo scultoreo raffigurante il fornaio Marco Virgilio Eurisace e la consorte Atistia, dopo un attento restauro, dal 1° marzo al 30 giugno è in mostra nella Sala Colonne della Centrale Montemartini ad Ostiense. Uno dei più particolari e suggestivi siti museali di Roma, appartenente alla rete dei Musei in Comune.

Nella loro collocazione originaria, ovvero l’imponente sepolcro edificato nel I secolo a.c. per la coppia nell’allora suburbio sud-est della città, oggi Porta Maggiore, le sculture patirono le intemperie per circa tre secoli. Successivamente esse furono inglobate per altri mille anni all’interno delle mura tardo antiche della città. Poi nuovamente all’aperto, dal rinvenimento del sepolcro stesso nel 1838 fino al ricovero dell’opera nei depositi della Centrale Montemartini negli anni ’50 del Novecento. E oggi, finalmente, le importanti vestigia possono avere nuovo lustro.

La parte più complessa del restauro che ha restituito ai visitatori una testimonianza unica dell’eta tardo repubblicana, al di là dell’intervento sulle superfici abrase ed erose, fu la ricostruzione della testa di Atistia, trafugata nel 1934 quando il gruppo scultoreo era esposto in Piazza di Porta Maggiore. Grazie ad alcune foto precedenti il furto è stato possibile colmare la lacuna con una fedele copia in gesso patinato appoggiata al collo della statua. Garantendo così la reversibilità dell’integrazione.

I coniugi sono rappresentati frontalmente, ma con lo sguardo rivolto l’uno all’altra: una testimonianza del legame tra i due sposi. Traspare un deciso realismo di forme ed espressioni tipico delle tendenze ritrattistiche tardo repubblicane. Da qui la scelta di porre l’opera nella Sala Colonne, collocandola in un contesto storico artistico coerente. Quella dedicata all’effigie di Eurisace ed Atistia è una mostra che restituisce al pubblico un pregevole frammento di un passato lontano ma sempre vivo nella cultura italiana ed europea. Un tassello del mosaico archeologico di Roma.

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