Da Dioniso a Pasolini, la storia del teatro all’Ara Pacis

Da Dioniso a Pasolini, la storia del teatro all’Ara Pacis

Una grande eredità culturale rivive attraverso i millenni, gli Dei, le maschere e gli uomini in uno dei luoghi più significativi di Roma grazie a una mostra straordinaria, ricca di reperti ed esperienze immersive e multimediali. Con l’anteprima stampa del 20 maggio il museo dell’Ara Pacis si apre ad un racconto entusiasmante, la mostra “Teatro. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma”, che dal 21 maggio al 3 novembre 2024 saprà coinvolgere il visitatore in un viaggio storico e culturale nell’arte e nell’archeologia, nel mito e nella bellezza.

Alcune delle opere in mostra al museo dell’Ara Pacis per la mostra
“Teatro. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma” (foto Marco Bombagi)

 

La storia del teatro e la vita dei popoli e delle comunità sono strettamente legate, e ripercorrendo le orme della prima necessariamente si ritrova anche l’anima delle culture che hanno utilizzato questa antichissima forma d’arte come chiave di lettura dei tempi e dei mutamenti storici. Dal 21 maggio al 3 novembre il pubblico potrà immergersi in un incredibile racconto, quello del “teatro dell’antichità come fatto sociale, culturale, antropologico e artistico, lungo una linea cronologica che dalla diffusione dei culti dedicati a Dioniso attraverso i millenni arriva alla realtà contemporanea”. Così sintetizza Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, in un passaggio del suo intervento alla conferenza stampa di presentazione della mostra “Teatro. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma”, al museo dell’Ara Pacis il 20 maggio, assieme ad Orietta Rossini e Lucia Spagnuolo, curatrici della mostra, e a Francesca Rizzo dell’ufficio Stampa Rai.

Sono oltre 240 le opere esposte, provenienti da 25 diversi prestatori, tra cui la collezione della Fondazione Sorgente Group, per un percorso espositivo ricco di reperti unici. Coppe, maschere, vasi, statue e strumenti musicali per un’esperienza da vivere in un luogo unico del centro di Roma, tra il grande Mausoleo di Augusto, nell’omonima piazza che si spera presto sarà finalmente libera da cantieri e riconsegnata alla città, e il fiume Tevere. L’energia del teatro rivive attraverso le sette sezioni arricchite da elementi multimediali. Dalla genesi, in cui viene sottolineata l’importanza dei culti dionisiaci alle radici italiche e magnogreche, fino alla commedia e alla tragedia a Roma. E poi i protagonisti della musica e l’architettura: quest’ultima sezione costituisce una riflessione sull’eredità monumentale lasciata dai teatri antichi in tutta l’area mediterranea. Tesori talvolta in rovina, o cancellati dai secoli. Ma spesso ancora visibili in tutta la loro magnificenza.

Le maschere sono le protagoniste della mostra, dalle più antiche tra quelle giunte fino a noi, V secolo a.c., fino all’età ellenistica, III-II a.c. e a quelle romane. Prosopon è il termine greco per maschera, parola che significa anche volto. Così chi le indossava diveniva altro da sé, identificandosi con il personaggio e la sua nuova identità. Il viaggio nel teatro si conclude nell’epoca moderna, con Pier Paolo Pasolini e il suo Vantone del 1963, successivo alla traduzione del Miles Gloriosus di Plauto. Il visitatore può vedere un testo dattiloscritto, con correzioni autografe dell’artista, e alcune fotografie di scena.

About Marco Bombagi

Laurea Magistrale in Scienze Politiche con indirizzo sociale e del lavoro conseguita nel giugno 2006. Praticante giornalista presso "Lumsa News" ( scuola di giornalismo dell'università Lumsa) da ottobre 2007 a ottobre 2009. Giornalista professionista dal 19 gennaio 2010. Autore del romanzo "La Valle di Erec" edito da Progetto Cultura