Sul palco della vita ad ognuno il proprio ruolo
Il Giuoco delle Parti, al teatro Anfitrione dal 6 al 24 febbraio. Nella foto Marco Belocchi, regista e attore protagonista

Sul palco della vita ad ognuno il proprio ruolo

Mai far scatenare i sentimenti, ma ghermirli e controllarli. Una volta addomesticati e resi innocui altro non sono che gusci vuoti. Questo il segreto per sopravvivere alla vita. Dal 6 al 24 febbraio il teatro Anfitrione si apre alla grandezza di Luigi Pirandello con Il Giuoco delle Parti. Spettacolo sottile e ben presentato dall’associazione culturale Genta Rosselli per la regia di Marco Belocchi. 

Il Giuoco delle Parti, al teatro Anfitrione dal 6 al 24 febbraio. Nella foto Marco Belocchi, regista e attore protagonista

C’è grande differenza tra aspettare che un uovo scagliato contro di noi ci colpisca e agguantarlo prima che possa far danni. E dopo, magari, berlo gustandone l’interno. Quel contenuto che, così, si trasforma da pericolo a piacere per il palato. È tutto qui l’insegnamento de Il Giuoco delle Parti , opera pirandelliana cerebrale e sottile, portata sul palco del teatro Anfitrione dal 6 al 24 febbraio. Marco Belocchi, regista e attore protagonista, firma assieme alla sua talentuosa squadra una grande interpretazione. Per un testo che tocca tutti i temi che caratterizzano la filosofia del drammaturgo di Girgenti.

Tutto sta nell’assecondare la corrente del fato, provando a gestire la portata dirompente delle emozioni e dei sentimenti. Così Leone, il bravissimo Marco Belocchi, sceglie di separarsi dalla moglie insoddisfatta e infelice pur non volendo certificare ufficialmente la fine del matrimonio per salvare le apparenze. Portare la maschera della famiglia perfetta è essenziale per evitare la condanna sociale. Pur conoscendo tutti, perfettamente, la verità.

Per le stesse ragioni, sempre Leone, acconsente in un primo momento a duellare per riparare ad un presunto oltraggio subito dalla sua signora. In realtà si tratta di un piano ordito dalla consorte Silia e dal suo amante per sbarazzarsi dell’ingombrante marito. Questi ne è ben consapevole e decide di giocare. Successivamente, infatti, Leone chiarisce di non aver intenzione di battersi: “Ad ognuno il proprio ruolo”, sottolinea. Il marito deve raccogliere la sfida per difendere la dignità propria e della moglie. Ma a battersi dovrà essere chi, materialmente, gode della compagnia della signora. 

Si compie così il destino dei protagonisti nell’insegnamento pirandelliano. Tutti sono costretti ad indossare maschere. Ciò che un uomo può fare è tentare di parare i colpi della vita. Provare ad afferrare al volo quell’uovo scagliato per poi berne il contenuto. Riducendo ad un guscio vuoto i potenziali problemi. Per assaporare un grande testo magnificamente interpretato c’è tempo fino al 24 febbraio, nella romantica sala di S. Saba. 

 

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