Pasolini e le donne, la storia di un’unione

Pasolini e le donne, la storia di un’unione

Una mostra fotografica, curata da Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi, che narra del rapporto profondo tra il grande intellettuale e l’universo femminile. Dal 28 luglio al 15 settembre, con inaugurazione il 27 luglio, sarà possibile visitare presso il museo Piermaria Rossi di Berceto in Provincia di Parma, un’esposizione di oltre 90 tra scatti originali, prime edizioni, manoscritti e documenti.

Pasolini e le donne

Pasolini e le donne, la mostra a Berceto (PR) dal 28 luglio al 15 settembre.

Una mostra che scava dentro l’origine di un legame profondo. Quello di Pier Paolo Pasolini con le donne della sua vita. “Pasolini e le donne”, questo il titolo emblematico dell’iniziativa, viene inaugurata il pomeriggio del 27 luglio al museo Piermaria Rossi di Berceto, in provincia di Parma. L’apertura ufficiale è prevista per il giorno successivo, il 28, per rimanere a disposizione dei visitatori fino al 15 settembre. Un percorso narrativo le cui tappe saranno scandite dai documenti originali esposti. Più di 90 tra scatti, prime edizioni e manoscritti provenienti dalla collezione privata di Giuseppe Garrera, curatore della mostra assieme a Sebastiano Triulzi.

“Un’esposizione intima, iconica, che attraverso scatti originali e rari permette di vederli questi legami”, si legge nella nota ufficiale dell’iniziativa. “Di spiare il rapporto e l’intimità di Pasolini con ognuna di queste donne”. Un connubio da cui nascono poetica e coscienza politica, cultura e azione. “Amori e amicizie”, si legge ancora nella nota, “che hanno costituito esempi di resistenza al mondo corrente, insegnando una poesia coraggiosa, fieramente diversa e sempre in rivolta”.

La mostra che si apre il 28 luglio a Berceto è un’indagine su due mondi che si intersecano. Non semplicemente quello degli uomini e delle donne, ma quello dell’intellettuale solitario Pasolini con il suo personale universo femminile, composto anch’esso di eccezionalità culturale ed elevazione umana. Un percorso che permette di “costituire per lo spettatore una processione di idee, di divinità, di modelli o di incarnazioni scomode del femminile”, conclude la nota. “Pur nella concentrazione ed essenzialità, una particolare attenzione viene dedicata ad alcuni legami profondi con figure femminili eccezionali, ancora da scoprire e indagare, prima fra tutte Giovanna Bemporad, Laura Betti, Lorenza Mazzetti e SilvanaMauri”.

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