Palazzo Barberini ritrova le sale dei cardinali

Palazzo Barberini ritrova le sale dei cardinali

Inestimabili tesori tornano a casa dopo settant’anni. Con la mostra Eco e Narciso inaugurata il 18 maggio e frutto della collaborazione tra il MaXXI, Museo delle arti del XXI secolo, e la Galleria Nazionale di arte antica si festeggia la riapertura al pubblico di 11 sale di Palazzo Barberini, fino a poco tempo fa occupate dal circolo ufficiali delle Forze Armate, che costituivano nel XVII secolo gli appartamenti dei cardinali Barberini.

 

 

Altri undici diamanti si uniscono al tesoro di Roma. Un evento unico per onorare il quale è stata pensata e realizzata una mostra di valore adeguato. Il 18 maggio 2018 la Galleria Nazionale d’arte antica in collaborazione con il MaXXI, Museo delle arti del XXI secolo, inaugura la mostra Eco e Narciso . Le opere, 21 capolavori delle Gallerie nazionali e 17 del MaXXI, con 3 opere realizzate per l’occasione, animeranno fino al 28 ottobre i nuovi spazi reintegrati al percorso museale di Palazzo Barberini.

L’intera ala meridionale del piano nobile, 11 sale che si estendono su oltre 750 metri quadri e che costituivano gli appartamenti dei cardinali Barberini, vengono riaperti al pubblico dopo due anni di restauri. Una mostra, curata da Flaminia Gennari Santori, direttrice delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica e Bartolomeo Pietromarchi, direttore di MaXXI arte, che lega passato e presente. Eco e Narciso unisce l’arte antica a quella contemporanea nel tema del ritratto, inteso come ricerca e contemplazione del concetto di identità nelle sue molteplici sfaccettature.

Il visitatore vivrà un’emozione d’arte che si svilupperà dal maestoso salone Pietro da Cortona, con il suo celebre affresco, fino alla sala Marmi, per poi concludersi scendendo la stupefacente scala elicoidale di Francesco Borromini. Non prima però di aver contemplato la sala Ovale, voluta dal Bernini a forma di ellisse in cui si trovano i due simboli della mostra: Il Narciso di Caravaggio, o di Spadarino secondo alcuni studiosi, e l’Eco nel vuoto di Giulio Paolini, che sottolinea l’aspetto dell’assenza e della solitudine.

E poi le meraviglie della sala dei Paesaggi decorata da Filippo Cretoni, il malinconico e intenso ritratto di Beatrice Cenci di Guido Reni e la sognante Fornarina di Raffaello esposta nell’appartamento d’inverno accanto alle opere di Piero di Cosimo e Monica Bonvicini. Un profluvio d’incanto che attende solo di far innamorare l’osservatore, proprio come Narciso, della bellezza e dell’arte.

 

 

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