L’arte dei due fratelli calabresi nella Roma del Seicento

L’arte dei due fratelli calabresi nella Roma del Seicento

Uno stretto legame umano e culturale rappresentato dalle dodici opere di una mostra che, tuttavia, ruota attorno ad una di esse. Una tela da poco restaurata e tornata a splendere dell’originaria bellezza. Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano dal 22 febbraio al 16 giugno, nella sede di Palazzo Barberini, l’esposizione “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”, a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa.

 

Alcune delle opere esposte a Palazzo Barberini in occasione della mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”: Gregorio e Mattia Preti, Cristo guarisce l’idropico, 1630 ca.; Gregorio e Mattia Preti, Concerto con scena di buona ventura (Allegoria dei cinque sensi), 1630-1635; Gregorio Preti, Cristo mostrato al popolo, 1645-1655; Gregorio e Mattia Preti, Allegoria dei cinque sensi, 1642-1646 ca.; Mattia Preti, Fuga da Troia, 1635-1640; Mattia Preti, San Bonaventura, 1637-1645.

Dal piccolo borgo calabrese di Taverna, alle pendici della Sila, alla Città Eterna. Questo il percorso intrapreso dai fratelli artisti Mattia e Gregorio Preti nei primi decenni del 1600. Proprio mentre rifulgevano gli ultimi bagliori dell’epoca caravaggesca e l’alba del Barocco stava per palesarsi. I due autori realizzano in quegli anni diversi capolavori, sia insieme sia individualmente, molti dei quali risplendono dal 22 febbraio al 16 giugno a Palazzo Barberini in occasione della mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”.

L’esposizione narra l’esperienza di vita ed arte del più talentuoso ed impetuoso Mattia e del fratello Gregorio, caratterizzato invece da un approccio più accademico e diligente. Un percorso che ruota attorno all’Allegoria dei Cinque Sensi, imponente opera di impronta caravaggesca realizzata da entrambi negli anni quaranta del Seicento. Appannati dal tempo colori e brillantezza, ora la creazione di Mattia e Gregorio è tornata all’antica bellezza grazie ad un lungo restauro realizzato da Giuseppe Mantella con il finanziamento dello studio legale Dentons.

Grazie al restauro è stato possibile cogliere tutte le sfumature delle varie fasi realizzative. Gli autori infatti rimaneggiarono più volte il dipinto, sostituendo figure ed eliminandone altre. La versione finale regala la forza e i significati dell’allegoria dei cinque sensi. In mostra però vi sono altre 11 tele d’eguale valore. Sia realizzate a due mani, come il Concerto con scena di buona ventura, il Cristo davanti a Pilato o Cristo che guarisce l’idropico, sia importanti dipinti inediti di Mattia: primo fra tutti il monumentale Cristo e la Cananea. Poi l’Archimede e un Apostolo , solo per citarne alcuni.

Uno splendido viaggio nell’animo di due artisti diversi tra loro, che hanno attraversato la propria epoca con la potenza espressiva e i contrasti tra luce ed oscurità che i visitatori della mostra di Palazzo Barberini potranno ammirare nei volti e nei luoghi de “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”.

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