Il poema del Re Salomone è On Air
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Il poema del Re Salomone è On Air

Uno dei testi più intimi e suggestivi, poetici e aulici della Bibbia rivisitato in chiave moderna. Al Teatro Vascello mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre entrano in scena le antiche parole de Il Cantico dei Cantici adattate e interpretate da Roberto Latini con musiche e suoni di Gianluca Misiti. Un conduttore radiofonico recita alcuni passi dell’opera attribuita dal mito al Re Salomone. Canzoni contemporanee e riflessioni romantiche per uno spettacolo all’insegna della contaminazione.

Roberto Latini recita Il Cantico dei Cantici al Teatro Vascello il 16 e 17 ottobre ©Angelo Maggio


Opera misteriosa e onirica, passionale e tenera, contenuta nella Bibbia e attribuita dai miti al Re Salomone.
Il Cantico dei Cantici rivive in una lettura fuori dagli schemi al Teatro Vascello. Due serate, il 16 e 17 ottobre, all’insegna di parole che riemergono dai meandri del tempo con tutta la loro forza espressiva per uno spettacolo di Roberto Latini con musiche e suoni di Gianluca Misiti. L’ambientazione non sono le luci e le sfumature del Medio Oriente ma quelle di uno studio di registrazione radio. Il protagonista presta la propria voce all’antico testo in un viaggio nelle passioni e nei rimpianti. Ma anche nella dolcezza che quelle parole rievocano.

L’oscurità che avvolge la scena è trafitta da deboli luci che evidenziano le spirali di fumo di una sigaretta, ma soprattutto dai versi e dalla musica. Una voce femminile fuori campo rimbomba nella mente del protagonista: “Che peccato”. La negazione di una passione che non fu. Ma non importa perché tornano a scorrere le parole come un flusso sempre più impetuoso e violento. Immagini di fiori e frutti, paesaggi e profumi si legano a corpi e anime in cerca di sé attraversando vicoli nella notte. Senza fortuna. E poi ancora desiderio di unirsi grazie alla magia dei versi, all’erotismo della poesia. In una danza frenetica che allontani i pensieri.

“Non ho tradotto alla lettera le parole”, dice il regista e interprete Roberto Latini, “sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile. Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature”. Così uno dei più potenti inni alla bellezza, all’amore e al mistero, pur reinterpretato in chiave moderna, mantiene in sé l’anima del creatore originario. L’energia che da millenni quest’opera suscita non si perde col trascorrere del tempo o a causa di nuove letture, ma si nutre di queste per rigenerarsi continuamente. E rinnovare emozioni.

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