Dai “Ragazzi di vita” ai ragazzi di scena. Popolizio racconta Pasolini
Ragazzi di vita _ Teatro Argentina fino al 27 ottobre

Dai “Ragazzi di vita” ai ragazzi di scena. Popolizio racconta Pasolini

Al Teatro Argentina torna uno dei migliori spettacoli degli ultimi anni, firmato Massimo Popolizio

Tornano nuovamente in scena al Teatro Argentina di Roma fino al prossimo 27 ottobre i Ragazzi di vita pasoliniani per la regia di Massimo Popolizio, drammaturgia Emenuele Trevi. Uno spettacolo divenuto ormai un must irrinunciabile, forte del grande successo di pubblico delle passate stagioni, e ancora meravigliosamente godibile quasi fino a rasentare la perfezione. Diciannove ragazzi sul palco, capaci di vestire senza indugi i panni dei protagonisti della Roma raccontata da Pasolini la prima volta nel ’55.

Tra er biondo Tevere, Donna Olimpia, Ostia, Riccetto  o er Froscio ci si trova in un attimo nella vita semplice di questi ragazzi di un tempo, le loro giornate a volte pigre, i giochi, i bagni nel fiume, il cinema… Uno spaccato di vita comune come adesso non si vede quasi più, questi Ragazzi di vita solcano le tavole del teatro con la sicurezza e la spavalderia che li contraddistingue.

Popolizio è riuscito a costruire un’atmosfera popolare e scanzonata, senza fronzoli, con la forza di un racconto che ha fatto storia e la percezione esatta del modo in cui renderlo. La scenografia praticabile di Marco Rossi si adatta allo sviluppo sempre dinamico delle vicende dei nostri protagonisti: bella l’idea per realizzare i tuffi in acqua dei ragazzi. Così come la musica diviene traghettatrice narrante in più passaggi.

© foto Achielle Le Pera

“I ragazzi di cui parla Pasolini sono persone che lottano con la quotidianità. Una vitalità infelice” dice Popolizio, ebbene quella stessa vitalità che rapisce lo spettatore trascinandolo per i vicoli di Roma come fosse parte esso stesso di questa umanità sorniona e scapestrata.

Davvero bravi tutti gli interpreti, con un Lino Guanciale convincente. Uno spettacolo dal ritmo costante, che non lascia spazio a tentennamenti, corale e sempre giusto nei toni. Oltre che un grande attore, Popolizio si conferma con questa regia quale uno dei migliori artisti contemporanei.

Bello.

 

 

 

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