Il Cristo Portacroce di Vasari in mostra per la prima volta

Il Cristo Portacroce di Vasari in mostra per la prima volta

A Palazzo Corsini, dal 25 gennaio al 30 giugno, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica presentano la mostra “Vasari per Bindo Altoviti. Il Cristo Portacroce”. Evento dedicato al capolavoro di Giorgio Vasari, recentemente riscoperto dallo studioso Carlo Falciani, realizzato nel 1553 per il noto banchiere e collezionista dell’epoca Bindo Altoviti.

Il Cristo Portacroce di Giorgio Vasari è in mostra a Palazzo Corsini fino al 30 giugno
(Foto ufficio stampa Gallerie Nazionali d’Arte Antica – Palazzo Corsini)

Un capolavoro per lungo tempo creduto scomparso e perduto, riscoperto recentemente da un esperto studioso di pittura vasariana, Carlo Falciani. Il quadro, comparso ad un’asta ad Hartford negli Stati Uniti, è stato riconosciuto grazie ad un passaggio contenuto in un libro scritto proprio da Vasari, Ricordanze. Poche righe che indicavano data e nome del committente e descrivevano chiaramente l’opera : “Ricordo come a dì XX di maggio 1553 Messer Bindo Altoviti ebbe un quadro di braccia uno e mezzo drentovi una figura dal mezzo in su grande, un Cristo che portava la Croce che valeva scudi quindici d’oro”.

Il dipinto realizzato nel 1553 per uno dei più importanti uomini d’affari, nonché amante dell’arte, dell’epoca, dopo un lungo oblio è per la prima volta visibile al pubblico. Dal 25 gennaio al 30 giugno 2019 a Palazzo Corsini, in occasione della mostra “Vasari per Bindo Altoviti. Il Cristo Portacroce”. “Un’opera dall’estetismo insolito per Vasari”, sottolinea Carlo Falciani durante la conferenza stampa di presentazione della mostra. “In essa non c’è mestizia e non risente del clima da Controriforma di quegli anni. Non è un quadro narrativo, ma simbolico. Con un forte valore educativo e civico. La figura in sè è portatrice di redenzione”.

La tela è una delle ultime opere realizzate a Roma dall’artista aretino, e considerata uno dei vertici del suo percorso, prima della partenza per Firenze. Città in cui entrò a servizio dell’acerrimo nemico proprio di Bindo Altoviti, Cosimo I dè Medici. Vasari fu molto legato a Bindo Altoviti, tipico uomo di corte rinascimentale. Un rapporto, quello tra i due, testimoniato dalle numerose opere commissionate all’artista, come la pala dell’Immacolata Concezione della chiesa di Ognisanti a Firenze. Nell’anno in cui fu dipinto il Cristo Portacroce, il 1553, Vasari era ospite proprio del “cordialissimo messer Bindo”, nella cui residenza romana affrescò anche la loggia con il Trionfo di Cerere.

Le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma danno la possibilità ai visitatori di ammirare un capolavoro assoluto per troppo tempo nascosto al mondo. Occasione da non perdere.

 

 

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