Patria, commozione e rivoluzione

Patria, commozione e rivoluzione

di Cristina Giubilei

Il terrorismo dell’ETA nei Paesi Baschi stravolge la quotidianità di due famiglie legate nel bene e nel male ad un doppio filo.

Due famiglie vivono in un piccolo paese dei Paesi Baschi presso San Sebàstian, sono legate da una vecchia e profonda amicizia che viene spazzata via da un tragico evento, la morte del Txato, il capofamiglia, rimasto vittima di un attentato dell’ETA, l’organizzazione militare in cui milita Joxe Mari, il primogenito della seconda famiglia. Niente sarà più come prima.

Questa intensa storia famigliare viene raccontata da Fernando Aramburu attraversando le voci e i pensieri dei sette personaggi che pagina dopo pagina si imparano a conoscere nei loro difetti e nelle loro abitudini. Sembra di essere cresciuti con loro in quel mondo Euskadi che ognuno vive secondo il suo punto di vista, non è facile appartenere ad una cultura così radicata che reclama prepotentemente la sua indipendenza. Nella storia non c’è un ordine temporale, passato e presente si mescolano continuamente stimolando la curiosità di conoscere cosa ne sarà dei sopravvissuti, se riusciranno a ritrovarsi e a riprendere quei legami che poco tempo prima sembravano indissolubili.

La fascinazione dei giovani verso il movimento indipendentista basco, gli ideali rivoluzionari che sfociano nella lotta armata, l’omertà, i sospetti, le minacce e la paura, Patria è tutto questo, è la voce del popolo, della gente comune, un intreccio di sentimenti che non ha niente di precostituito.

Un romanzo verosimile che ha a che fare con la lotta armata dei separatisti dell’ETA che per anni hanno agitato la Spagna. Un racconto esemplare di come la violenza divide e rovina sempre tutto ciò che incontra.  Ma anche un finale commovente in cui la tenerezza prevale sul rigido rancore.

Patria è uno dei libri più appassionanti che abbia letto negli ultimi anni. Il Premio Nobel Mario Vargas Llosa sulla prima pagina di copertina lo ha così commentato “da molto tempo non leggevo un romanzo così persuasivo, commovente e così brillantemente concepito.”

 

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