Le maschere pirandelliane si incontrano ancora sull’Aventino
Un momento de “Il berretto a sonagli”, opera di Luigi Pirandello in scena nel giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino in occasione di “Pirandelliana 2018”

Le maschere pirandelliane si incontrano ancora sull’Aventino

“Il berretto a sonagli” è il secondo titolo, assieme a “I giganti della montagna”, di “Pirandelliana 2018”, rassegna dedicata al drammaturgo di Girgenti in scena fino al 12 agosto nei giardini della basilica dei Santi Bonifacio e Alessio. Una manifestazione, giunta alla sua XXII edizione e tra le più attese e seguite dell’Estate Romana, che anima le serate di uno dei luoghi più poetici della Capitale. 

 

Un momento de “Il berretto a sonagli”, opera di Luigi Pirandello in scena nel giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino in occasione di “Pirandelliana 2018”.

 

Quando l’apparenza costituisce l’unica verità socialmente accettabile non rimane che continuare a fingere, credendo che la maschera che si indossa coincida con l’anima stessa. Ogni serata trascorsa assistendo a “Pirandelliana” è un viaggio incantato e sofferto nella complessità umana. La riflessione del grande letterato siciliano viene esplorata dal talento di Marcello Amici e della sua compagnia teatrale “La bottega delle maschere”. Il pubblico, sempre numeroso nei giardini della basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, riesce così a coglierne la profondità e la straordinaria attualità. 

Fino al 12 agosto sul colle Aventino salgono storie intense la cui bellezza viene amplificata da una cornice impareggiabile: i tramonti caleidoscopici che inondano di sfumature il profilo lontano della grande basilica vaticana. Le vicende tristi di Ciampa, piccolo scrivano della sperduta provincia siciliana, e della sua bella e giovane moglie coinvolgeranno lo spettatore mentre la sera calerà silenziosamente su Roma. E sarà già notte quando la gelosia folle di Beatrice moglie del cavalier Fiorica, a sua volta amante della moglie di Ciampa, squarcerà il velo d’ipocrisia che avvolge una storia clandestina di cui il paese non deve sospettare.

Affinché il silenzio salvi quelle apparenze che sono l’unica realtà che conta. Perché la vera natura dell’uomo altro non è che la maschera che egli indossa in società. Ciò che è falso e ciò che è autentico coincidono in una sorta di gioco paradossale. Dialoghi densi, dalla potente espressività, e una recitazione sfaccettata esprimono tutta l’articolata filosofia pirandelliana.

Ogni sera fino a metà agosto quindi, Luigi Pirandello accompagnerà gli spettatori attraverso un’estate all’insegna del teatro d’autore e della cultura. Immersi nell’incanto che solo gli scorci della Città Eterna sanno regalare a coloro che desiderino perdersi in essi. Il pensiero immortale di uno degli autori indimenticabili della letteratura italiana vive nella passione di interpreti all’altezza e nella curiosità di chi ama l’arte.

 

 

 

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