La favola Soul di Jurman in scena al Brancaccio

La favola Soul di Jurman in scena al Brancaccio

“Vorrei la pelle nera”, il musical scritto e diretto da Maurizio Colombi, in scena al Brancaccio di Roma dal 13 al 23 ottobre, racconta il sogno di un uomo come tanti, apparentemente senza grandi talenti, sconfitto dalla timidezza e schiacciato da un lavoro ordinario.

Luca Jurman, bravissimo e convincente nella sua interpretazione, veste i panni del cameriere Luca, affidabile e discreto uomo di fiducia di Gino, il divertentissimo Stefano Masciarelli, imprenditore italo-americano che fa del proprio locale un luogo di ritrovo per appassionati di musica dal vivo.

Luca è un cameriere d’esperienza ma, per la sua timidezza che lo rende impacciato in pubblico, viene considerato da tutti stonato e un po’ imbranato e dunque poco adatto alla vita da palcoscenico. E’ così che Gino continua a negargli la possibilità di cantare realizzando il sogno di calcare le scene e di tirare fuori l’anima nera che sente di avere incastrata tra le corde vocali.vorrei-pelle-nera

Solo la notte Luca, alla chiusura del locale, convinto di essere rimasto da solo, si mette al piano e, circondato dai poster dei suoi beniamini, da Berry White a Whitney Houston, tira fuori la sua voce e il suo talento sognando di avere la pelle nera, quel giusto aspetto che gli potrebbe consentire di  vedere riconosciute le proprie abilità.

In un locale d’America, paese dei successi, dove tutto è possibile, per Luca sembra invece tutto irrealizzabile, quando una notte straordinaria “le stelle” decidono di dargli una mano e di sbloccare il fato.

Tra gli assoli di Jurman che rivisita con la sua bella voce alcuni dei più celebri pezzi di noti cantanti soul degli anni ’60-‘80, le acrobazie dello scatenato e coinvolgente corpo di ballo coordinato dal coreagrafo Tony Lofaro, e le risate accese da Masciarelli e dagli altri bravissimi attori del cast, lo spettacolo fila via veloce, regalando al pubblico una riflessione leggera e divertente sull’importanza di credere in se stessi e nei propri sogni.

Qualsiasi sia il nostro obiettivo, ci ricordano dal palco, dovremo avere il coraggio di perseguirlo e di spogliarci delle etichette che la società tende ad affibbiarci lottando, senza indossare maschere, per poter realizzare le nostre chimere e affermare la nostra vera identità.

Il vero senso della vita infatti, sembra suggerci il regista da dietro le quinte, risiede nell’essere grati per ciò che si ha, senza smettere di lottare per ciò che si vorrebbe e potrebbe renderci felici.

Insomma, “Vorrei la pelle nera” è una bella favola musicale, utile a rispolverare il soul nelle notti di questo autunno romano e, insieme, a non dimenticare di tirare fuori dal cassetto i nostri sogni più audaci.

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