AMERICA, LE COSE STANNO MIGLIORANDO O FORSE NO. MA NY MERITA COMUNQUE UN VIAGGIO

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(10.12.09) New York, grazie anche al cambio ultrafavorevole, non è mai stata tanto vicina. Come dice il nostro amico Stefano Spadoni, l'autore del mitico "Vado a vivere a New York", la Grande Mela è come sempre un luogo unico per le feste natalizie e lo shopping e quest'anno, considerati il cambio e gli sconti veramente eccezionali, è ancora più conveniente per chi guadagna in euro. Chi passa l'ultimo dell'anno a New York può consultare il CALENDARIO sul sito di Stefano dove i promoter e i locali segnalano le migliori feste a cui andare oppure può dare un'occhiata agli ANNUNCI che reclamizzano affitti, lavori, vendite, opportunità a New York. Ma chi resta in Italia o ha altre mete di fine anno può semplicemente iscriversi alla newsletter in previsione di un prossimo viaggio. E se qualche giovane tra i lettori ha in mente di cercare fortuna da quelle parti, lui e il suo sito sono a disposizione per aiutarlo a formarsi un circolo di conoscenze, trovare un affitto o dei partner commerciali o personali. Stefano non ha aspettato Pier Luigi Celli per capire che l'America aveva da offrigli molto di più.

di Stefano Spadoni 

Disoccupati
La percentuale di disoccupati negli Stati Uniti è calata dal 10.2% al 10%, un piccolo calo che però fa pensare ai mercati mondiali che l'economia americana si sta stabilizzando e così il dollaro.
Di fatto posti di lavoro sono stati aggiunti soprattutto nel settore pubblico e in quello della sanità. Le piccole imprese, che negli USA sono quelle che tradizionalmente sono la spina dorsale dell'economia, ancora non sono ritornate ad assumere per l'incertezza sui costi del lavoro e delle tasse nel futuro e l'incidenza che avranno possibili nuove leggi sulla sindacalizzazione.
Che effetto avrà tutto questo è difficile da prevedere, di certo l'economia americana sta diventando sempre più europea, con lo Stato che controlla direttamente sempre più larghe fasce del mercato del lavoro e crea man mano la necessità di avere "santi in paradiso" se si vuole sopravvivere e prosperare come imprenditori.

Buone opportunità nell'immobiliare
Non sono un esperto del mercato immobiliare per cui quello che vi dico sono solo conclusioni tratte da notizie raccolte da amici che lavorano nel settore e da pareri apparsi in giornali e televisioni.
L'incertezza e la crisi economica dovrebbero portare a ulteriori ribassi nel prezzo degli appartamenti a New York che potrebbero entro i prossimi 18 mesi calare anche di un ulteriore 15% (mentre nei negozi i prezzi dei generi alimentari sono saliti alle stelle).
Molti proprietari vendono perchè non possono pagare il mutuo, ma ci sono anche investitori che vendono per urgente bisogno di contanti per coprire i propri debiti e altri perchè vogliono smobilitare i loro capitali negli USA e reinvestirli all'estero per paura di futuri aumenti astronomici delle tasse. Questi investitori trasferiscono il loro capitale soprattutto in oro, argento e proprietà-investimenti all'estero.
In questo clima di totale incertezza, chi punta invece sui tempi lunghi e pensa che prima o poi l'America riuscirà a ritornare alla prosperità, sta comprando tutto quello che può nel mercato immobiliare a prezzi che comunque sono già stracciati, ma che potrebbero diventarlo anche di più.
Se la Florida è quella che offre occasioni a cifre a volte ridicole, New York rimane però più appetibile per la qualità degli investimenti, specialmente ora che la costruzione di molti nuovi edifici è stata bloccata dalla mancanza di fondi e quindi le proprietà immobiliari sono stabilizzate in numero e alcune di loro sono già di fatto uniche, il che le può rendere di ancor maggior valore in futuro.

Ristoranti all'asta. Bottiglie mezze vuote comprese
Un paio di giorni fa sono entrato per caso in un ristorante dove si svolgeva un'asta di tutto quello che c'era dentro dalle seggiole, ai tavoli alle pentole di cucina. Erano in vendita anche le bottiglie di vino e liquori, ma per capire che la crisi c'è davvero, devo aggiungere che vendevano anche le bottiglie già aperte e parzialmente piene.
Ho visto un paio di persone contendersi ad aumenti di un dollaro una bottiglia di vodka con dentro 3/4 del liquido, prezzo di partenza un dollaro, venduta per 6 dollari. Per la bottiglia successiva, questa volta di vino e piena a metà, gli aumenti erano di 50 centesimi e due persone, molto probabilmente homeless, hanno cominciato a fare offerte. A questo punto sono uscito senza vedere la conclusione.
La situazione dei ristoranti a New York è effettivamente oggi molto difficile. Chi non può contare su un proprio affezionato gruppo di clienti tale da riempire parzialmente il locale, è già in rosso da mesi. Comunque la clientela vuole risparmiare ad ogni costo, tolti alcuni isolati ristoranti di lusso dove, in piccoli party privati, o in salette riservate fuori dagli occhi del pubblico, i clienti ricchi (specie i banchieri che hanno ricevuto una pioggia di denaro dal governo) spendono ancora molto.
Naturalmente pochi proprietari e manager confessano la verità: altri dicono di essere giù solo del 10% quando invece sono rispetto all'anno scorso probabilmente giù del 40% – e già l'anno scorso era un anno duro.
Dicembre è di solito il mese in cui i ristoratori incassano di più grazie ai party natalizi che però quest'anno sono pochissimi e tutti all'insegna del risparmio. Quasi tutte le aziende li hanno infatti o cancellati o trasformati in party in ufficio con catering dall'esterno. Se anche si utilizza un ristorante si cerca di apparire modesti, ma tutto questo è il bacio della morte per il mondo della ristorazione che contava sui party per far quadrare i bilanci.
Gli unici che vanno relativamente bene sono i ristoranti tradizionalmente a prezzi stracciati.
Come conseguenza, alcuni chiuderanno definitivamente a gennaio, altri ridurranno drasticamente il personale per affrontare gennaio e febbraio che sono tradizionalmente due mesi "morti".
Altri ancora useranno la tattica di una chiusura per due mesi per lavori, di fatto un modo per vedere cosa accade nel frattempo e quindi riaprire o chiudere definitivamente. Tutto questo significa che la resa dei conti per molti ristoratori sarà a marzo.
Locali che 3 anni fa valevano come avviamento commerciale 2 milioni di dollari, oggi sono in vendita a costo zero, basta assumersi il contratto d'affitto e chi ha il denaro per reggere e pagare le spese per un paio d'anni (complice il fatto che oggi i fitti possono essere rinegoziati al ribasso) potrebbe trovarsi di nuovo il valore di due milioni in mano.
Lo stesso di quanto accaduto negli anni 70' con gli appartamenti, anche allora spesso offerti a prezzo zero (un dollaro) e alcuni anni dopo venduti per milioni di dollari.
Per chi vuole aprire un'attività in questo settore a New York, tenendo conto delle prospettive di ritorno dell'investimento nel tempo, questo è forse il momento migliore.

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