Mostriamoci in mostra!

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frida kahlo

Con Frida Kahlo siamo tutti appassionati d’arte

Dopo lunga attesa, è giunta a Roma alle Scuderie del Quirinale la mostra su Frida Kahlo. Un successo incredibile: sogno o realtà non è dato saperlo. Certo è che ad un mese dall’inaugurazione, l’esposizione sembra aver raggiunto risultati eccezionali, esprimendo un’insperata sensibilità artistica di noi Italiani.

Icona di un universo femminile, presa alle volte immotivatamente a simbolo di lotte femministe e comuniste, l’artista messicana sembra davvero aver risvegliato un desiderio culturale tanto esteso da poter generare file e lunghe liste di prenotazione per la visita a questa mostra.
La portata dell’appuntamento viaggia su tutti i social network: da Facebook a Twitter, chi non è inciampato nella pubblicazione di quel volto così noto, chi non si è deliziato con uno sfoggio di amore per l’arte sancito dal presenzialismo ad un simile evento?

Frida del resto, raccontata in tanti libri e film, rappresenta una donna del ‘900 tutt’altro che simile alle altre: cresciuta facendo della pittura la propria fonte di rigenerazione, scoperta a seguito della malattia e del grave incidente che la vede coinvolta nel 1925, Frida rappresenta forse la possibilità di un riscatto al femminile che ancora oggi non c’è.
Questa potrebbe forse essere una delle ragioni che ha mosso la macchina produttiva per l’appuntamento capitolino. Si assiste in fondo ad un fenomeno mediatico capace di smuovere le masse, facendo di una mostra d’arte figurativa un momento di mondanità da cui non si scappa.

Forte di un sostegno vivissimo da parte delle istituzioni di Roma Capitale, in dialogo con la futura mostra che si terrà a Palazzo Ducale a Genova dal prossimo 20 settembre, si assiste ad un vero e proprio incontro con l’arte capace di superare anche la più rosea aspettativa. E nulla importa se l’allestimento con i suoi colori evocativi di un lontano deserto messicano non ottimizzino la fruizione delle opere: l’arancio, il ruggine, il giallo ocra.
Ciò che conta veramente è esserci, è poter dire “Frida Kahlo a Roma: io c’ero!”. Così si assiste un po’ sbalorditi alla corsa di un popolo in fondo accidioso, qual è quello romano, verso la necessaria ed imperdibile visita a queste celebri Scuderie del Quirinale sì, per vedere la mostra su Frida.

Il fascino di questa donna baffuta, capace di stagliarsi nell’immaginario comune come l’artista femmina che ha vissuto l’arte attraverso la propria disabilità, appare potentissimo. E così dunque se pure l’obiettivo in questo incontro con la creatività non sia stato espressamente l’amore per l’arte pura e semplice, ma invece una spinta più spiccatamente commerciale poco importa.
Certo è che davvero in moltissimi si stanno muovendo per assistere all’evento d’arte dell’anno a Roma. Il sistema promozionale ha funzionato e tutti all’improvviso si riscoprono cultori della pittura. Non male. Frida Kahlo si offre nelle sale con le sue opere d’arte, parla con il marito Diego Rivera, si confronta con De Chirico. Qualunque possa essere la spinta mediatica un fatto è certo: l’evento è riuscito.

A lei che scriveva “Dipingo per me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio” risponde il grande pubblico che viene a vederla.

Elisa Suplina

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