La favola senza lieto fine del Rottamatore a cavallo
(fonte immagine: www.giornalettismo.com

La favola senza lieto fine del Rottamatore a cavallo

I dati economici negativi guastano la festa al governo, mentre Renzi cerca di rimediare usando le sue armi comunicative

di Adalgisa Marrocco

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La favola del Rottamatore a cavallo rischia di non andare incontro a un lieto fine. Quello -0,2% accanto alla sigla PIL suona malissimo, offuscando il 41% di consensi che il Partito Democratico e Matteo Renzi avevano conquistato alle Europee di maggio.

RENZI MINIMIZZA – Siamo in recessione ma il presidente del Consiglio, intervistato da Il Messaggero, minimizza: «Il dato è negativo, certo. Bene: vuol dire che noi lavoreremo di più. La grande chance è trasformare questo numero in occasione di accelerazione delle riforme. I collaboratori qui a palazzo Chigi, i parlamentari, giustamente mi dicono: Matteo, ma stiamo già correndo tanto! E non posso dar loro torto. I parlamentari si lamentano di un eccesso di provvedimenti in aula. Ebbene, rispondo che semmai, dopo questi risultati economici, dobbiamo accelerare ancora di più». D’altronde, a Renzi può essere imputato tutto fuorché l’incapacità affabulatoria.

I COMMENTI DALL’AREA PD – Nonostante la rovinosa caduta, il Rottamatore a cavallo continua a galoppare e gli antagonisti tornano all’attacco. «Non possiamo far crescere il PIL quando perdiamo il 25% della produzione e il 17% della capacità produttiva. Sbaglia chiunque non dica agli italiani questo», ha detto Bersani. Dall’oblio torna anche Stefano Fassina che, intervistato da Avvenire sugli scarsi risultati che il governo sta portando a casa, ha detto: «Renzi? Non ha colpe. Ma non abbiamo mille giorni». Insomma, se Bersani rimane fedele alle proprie posizioni pur non parlando dal più autorevole dei pulpiti, Fassina continua a reggersi stretto al carro del vincitore su cui era salito all’indomani delle Europee.

QUESTIONI IN SOSPESO E CONSENSO – I dati economici negativi si accompagnano alla consapevolezza di avere numerose questioni in sospeso: riforme costituzionali, legge elettorale, compromessi veri o presunti con l’ex Cavaliere. Al di là di tutto, rimane l’urgenza di mantenere il consenso elettorale a cui Renzi cerca di dare risposta facendosi intervistare da giornali e trasmissioni TV, ripercorrendo le orme di Berlusconi. Eppure il presidente del Consiglio giura che non si tratti di un’operazione fiducia, bensì di un’operazione tenacia. «Se fosse stato facile, non ci saremmo noi ora qui», ostenta Renzi.

Se governare bene il Paese necessitasse come unico requisito buone capacità comunicative, non avremmo problemi. Non avremmo, appunto.

 

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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