Un’opera poetica che celebra l’anima di Venezia attraverso un linguaggio universale di clowneria, danza, musica e teatro acrobatico. Dal 4 all’8 marzo, il Teatro Olimpico di Roma accoglie Titizé – A Venetian Dream, co-prodotto dalla Compagnia Finzi Pasca con il Teatro Stabile del Veneto in partnership con “Gli Ipocriti Melina Balsamo”. Dopo aver incantato oltre 80 mila spettatori in una tournée europea, lo spettacolo è pronto a conquistare il Messico portando con sé l’essenza di una Venezia eterna che incanta l’anima evocando magie di nebbia e acqua.
Titizé, a Venetian Dream, al teatro Olimpico di Roma dal 4 all’8 marzo
(Immagini: ufficio stampa Accademia Filarmonica Romana)
Titizé-A Venetian Dream è un inno allo stupore, un viaggio onirico che celebra il legame indissolubile tra l’uomo, l’acqua e la città dei canali. Attraverso il linguaggio universale della clowneria, della danza, della musica e del teatro acrobatico, si apre a un pubblico di ogni età e provenienza, senza confini linguistici. Spettacolo ufficiale della città di Venezia, è ideato e diretto da Daniele Finzi Pasca, fondatore della compagnia svizzera di Lugano, che in oltre quarant’anni ha creato più di quaranta produzioni, tra cui tre cerimonie olimpiche, due spettacoli per il Cirque du Soleil e nove opere liriche, toccando seicento teatri in quarantasei paesi per oltre quindici milioni di spettatori.
Le musiche, avvolgenti come la marea, sono firmate da Maria Bonzanigo e la scenografia, un miraggio di luci e ombre, è curata da Hugo Gargiulo con l’assistenza di Matteo Verlicchi. I costumi di Giovanna Buzzi poi, vestono gli artisti di tessuti dalla leggerezza incorporea. Fedele all’universo dei sogni con immagini eteree e miraggi allusivi, Titizé conduce in un regno surreale, dove la narrazione frammentata si ricompone in un caleidoscopio di significati. “Titizé”, “tu sei” nel dialetto veneziano, è una parola che richiama l’essere, invitando alla riflessione. Tradizione e innovazione si fondono così tra parola e gesto, volteggi eleganti e innovative macchine sceniche, amplificando emozioni e creando un teatro per tutti.
“Siamo entusiasti di questa nuova collaborazione con la Compagnia Finzi Pasca”, ha dichiarato Domenico Turi, direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. “La nostra istituzione da sempre promuove progetti innovativi, e auspichiamo che questo incontro apra a future iniziative per arricchire Roma culturalmente”. Gli fa eco Lucia Bocca Montefoschi, direttrice artistica del Teatro Olimpico: “Ci affidiamo a uno stile unico e creativo; sono certa che il pubblico romano ne resterà affascinato”. Con un cast di dieci interpreti tra acrobati, attori e musicisti, lo spettacolo è uno scrigno di storie sparse che si ricompongono in un gioco di luci ed ombre, colori e sfumature: un mosaico prezioso. Due città uniche al mondo, emblemi e testimoni di bellezza e sogni, invitano così alla scoperta di sé e dell’eternità dell’arte.







