Il pittore viaggiatore che unì il Bauhaus e l’Italia

Un artista che sfuggì alle etichette, una mostra che illumina una delle figure più indipendenti e affascinanti del Novecento. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la grande retrospettiva dal titolo “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”, con circa ottanta opere che ripercorrono l’intera carriera dell’artista. Dopo il successo della mostra del 2023 al Museo Casa di Goethe, questo evento culturale offre la grande opportunità di immergersi nei colori e nelle forme dell’avanguardia tedesca.

La mostra “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus” aspetta i visitatori dal 21 aprile al 23 agosto 2026 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, diretta da Renata Cristina Mazzantini, al centro nella foto assieme al curatore Gregor H. Lersch (a sinistra) ed Enrico Pasqualucci Sammartini (a destra), presidente della fondazione
“Max Peiffer Watenphul ETS” e pronipote dell’artista. (foto Ufficio stampa GNAMC)

La figura di Peiffer Watenphul si svela al pubblico come uno scrigno di conoscenza. Egli si mosse nei circoli d’avanguardia degli anni Venti del Novecento, fotografando soggetti dalla forte identità e viaggiando incessantemente, soprattutto dopo che uno dei suoi quadri venne esposto alla mostra “Arte Degenerata” del 1937: un marchio di coraggio che lo spinse ancora di più sulla strada della creatività.

Per questo è importante non perdersi la mostra che si tiene a Roma dal 21 aprile al 23 agosto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, diretta da Renata Cristina Mazzantini, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”, promossa e organizzata dalla Fondazione Max Peiffer Watenphul ETS, presieduta dal pronipote dell’artista Enrico Pasqualucci Sammartini e curata da Gregor H. Lersch, Direttore del Museo Casa di Goethe con il sostegno del Bauhaus-Archiv/Museum für Gestaltung di Berlino.

L’esposizione ricostruisce l’intero percorso dell’artista, dalle prime opere giovanili agli anni della formazione al Bauhaus di Weimar. Fulcro del percorso di formazione artistica dell’autore fu l’Italia, con i suoi scorci e le sue nature morte traboccanti di luce mediterranea: da Ischia a Roma fino a Venezia, nel secondo dopoguerra. Qui, tra calli e riflessi d’acqua, matura un linguaggio pittorico autonomo, intenso e personale. L’obiettivo della mostra è mettere in luce l’originalità del pittore, una voce solitaria che dialoga con la modernità senza mai asservirsi a essa.

I quadri di Peiffer Watenphul invitano a un viaggio interiore: tra forme essenziali e colori intensi, tra il rigore del Bauhaus e la sensualità italiana, emerge un’arte che celebra la libertà dello spirito. L’esposizione è inoltre arricchita da lettere, come quelle di Giorgio De Chirico e Jean Cocteau, opere tessili, foto e documenti inediti provenienti dal lascito dell’artista, a testimonianza del suo approccio interdisciplinare.

La Fondazione Max Peiffer Watenphul, con questa iniziativa che segue la retrospettiva del 2023 al Museo Casa di Goethe, non solo celebra un maestro, ma restituisce al pubblico un patrimonio che merita di essere riscoperto. Ad attendere il visitatore un’oasi di bellezza senza tempo, un invito a lasciarsi sorprendere dalla potenza silenziosa di un artista che, pur segnato dalla storia, ha saputo trasformare ogni pennellata in un inno alla libertà creativa.