Tra atmosfere rarefatte e una delicata malinconia si festeggia il celebre fumetto con la prima produzione teatrale di Sergio Bonelli Editore che restituisce l’essenza romantica di Dylan Dog grazie a un cast eccellente, da Gabriele Graham a Loris Fabiani.
Dylan Dog Horror Show al Teatro Eliseo fino all’8 novembre. (Foto: Tommaso Le Pera)
Nei giorni di Ognissanti, lo storico Teatro Eliseo di Roma, recentemente rinato, ospita dal 28 ottobre all’ 8 novembre l’atteso Dylan Dog Horror Show. Una scommessa ambiziosa, trattandosi della prima produzione teatrale ufficiale firmata da Sergio Bonelli Editore per celebrare i quarant’anni dell’Indagatore dell’Incubo. Ne è scaturita un’operazione profondamente coinvolgente, capace di onorare l’eredità spirituale del fumetto pur trovando una propria, autonoma dimensione espressiva sul palcoscenico.
Riflessioni e malinconia diventano così protagoniste di un viaggio introspettivo nei sogni e negli incubi del tormentato investigatore di Craven Road. A fare da splendido filo conduttore è un foglio bianco: Questo elemento, poetico e misterioso, costringe il protagonista ad affrontare un labirinto di visioni, portandolo a incontrare tutti i personaggi storici che hanno popolato l’universo dell’albo in questi quattro decenni.
La messinscena unisce abilmente mistero e commozione, popolando lo spazio di spettri interiori e di visi amati e perduti. Il protagonista rivede così i suoi grandi amori, creature destinate a scomparire nella fitta nebbia che avvolge il palco, simbolo di paure e rimpianti mai sopiti. Lo spettacolo è intrigante e suggestivo. In alcuni frangenti i tratti lirici sembrano quasi soverchiare la pura anima horror, regalando una dimensione intima e crepuscolare che tocca le corde del cuore, perfetta per i giorni che precedono Ognissanti.
Il cast e il corpo di ballo si dimostrano assolutamente all’altezza del compito, muovendosi con armonia e intensità. Su tutti, oltre ovviamente a Gabriele Graham nei panni di Dylan Dog, spicca la memorabile prova di Loris Fabiani nei panni di Groucho. L’attore domina la scena con l’ironia folle e le celebri battute del suo personaggio, che danza con naturalezza tra gli spettri e gli incubi della trama, alleggerendo la tensione senza spezzare l’incanto lirico dell’opera, ma anzi valorizzandone i contrasti.
Lo spettacolo si rivela un meraviglioso tuffo nostalgico nelle pagine di un fumetto che ha segnato un’epoca ed è rimasto nel cuore di tutti, appassionati del genere e non solo. Ora quelle tavole prendono vita all’Eliseo, portando un tocco sorprendente ed indimenticabile alle notti autunnali romane.





