Magnetici occhi felini brillano nella voce di Umberto Orsini

Magnetici occhi felini brillano nella voce di Umberto Orsini

Una delle creature più magiche a sfuggenti viene celebrata con i versi e le citazioni dei grandi artisti in una serata piena di passione e sensibilità. Al Teatro Vascello, il 20 maggio in data unica, affascinanti felini sono saliti idealmente sul palco evocati come in un incantesimo dalla voce di Umberto Orsini, autore dello spettacolo “A proposito di gatti” assieme a Paolo Di Paolo.

L’osservazione della natura è sempre stata un’attività fondamentale per conoscere il mondo. Tanto in favore del progresso scientifico quanto per diletto personale. Ovvero la curiosità e l’enorme fascino che nell’uomo hanno sempre suscitato determinate creature. Uno degli animali universalmente considerati più ammalianti e meritevoli d’essere scrutati è il gatto. Ritratta e descritta dagli artisti d’ogni epoca, spesso divinizzata, questa tigre in miniatura è salita idealmente sul palco del teatro Vascello per una serata dedicata. Il 20 maggio infatti è andato in scena “A proposito di gatti” di Umberto Orsini e Paolo Di Paolo.

Un evento unico, sia per la data sia per la potenza e bellezza delle parole, che ha attratto il pubblico con lo stesso magnetismo degli imperscrutabili e lucenti occhi felini per un ovvio e conseguente sold out. Un viaggio attraverso letteratura, pittura e poesia che ha permesso il materializzarsi quasi fisico sul palco di quelle movenze eleganti e dinoccolate, o di quello sguardo talvolta fisso in direzione di luoghi invisibili alla vista umana. E poi quell’affetto mai servile nei confronti di chi non può definirsi padrone. Perché “come ogni proprietario di gatti sa, nessuno può possedere un gatto”.

Non solo tale citazione di Ellen Perry Berkeley, ma molte altre hanno caratterizzato la serata di “A proposito di gatti”, contribuendo a condurre lo spettatore per mano dentro le visioni e i pensieri dei grandi autori. Da Apollinaire a Baudelaire e Trilussa fino alla meravigliosa follia di Edgar Allan Poe, Orsini fa rivivere le opere declamando versi che coinvolgono l’uditorio. Tracce di un cammino comune compiuto nel corso dei secoli da persone ed animali. Emozioni condensate in parole potenti e suggestive esaltate dalla forza del talento.   

Davvero un peccato che si sia trattato di una sola serata. Tanta delicata poesia e potente racconto avrebbero meritato infatti altre occasioni. Sia per ascoltare versi recitati dalla voce speciale di un grande attore, sia per onorare creature tanto insondabili e fascinose, circondate da un’aura di magia che da sempre esalta la creatività dei geni dell’arte. 

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