I maestri del barocco avvolgono il Natale di splendore

Antiche armonie e note dal fascino eterno caratterizzano il Concerto di Natale dell’Accademia Filarmonica Romana. Giovedì 18 dicembre al Teatro Argentina l’ensemble Concerto Romano diretto da Alessandro Quarta, con il soprano Carlotta Colombo, esegue tesori di Vivaldi, Corelli, Scarlatti e Manfredini. Musiche sacre composte per la Notte Santa, tra virtuosismi e atmosfere pastorali.

La soprano Carlotta Colombo, il direttore Alessandro Quarta e l’ensemble Concerto Romano
deliziano il pubblico del Teatro Argentina il 18 dicembre per il concerto di Natale
(Foto ufficio stampa Accademia Filarmonica Romana)

La volte riccamente decorate del Teatro Argentina, custodi di sapienza e bellezza, si accendono di luci calde in una notte pungente che precede il Natale, accogliendo meraviglioese armonie che portano lo spettatore ad immergersi in atmosfere di solennità, raccoglimento e grandezza. Memorie di fasti barocchi che avvolgono l’anima in un velo di mistero e devozione. Giovedì 18 dicembre, l’Accademia Filarmonica Romana sigilla l’anno con il suo Concerto di Natale. Per l’occasione, l’ensemble Concerto Romano, formazione eccellente e pluripremiata nel repertorio antico, diretta dal fondatore Alessandro Quarta, presenta un programma dedicato alla musica “per la notte di Natale”.

Solista il soprano Carlotta Colombo, voce delicata e luminosa, interprete di prestigio in questo repertorio. Quattro maestri del Barocco italiano, Antonio Vivaldi, Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti, Francesco Manfredini, rivivono attraverso concerti, mottetti e cantate sacre. La serata si apre con un raro ascolto: il Concerto per il Santissimo Natale dall’op. 3 n. 12 di Francesco Onofrio Manfredini. Violinista e compositore del Settecento, servì alla corte di Monaco e fu maestro di cappella a Pistoia, lasciando pagine di serena pastorale. Segue il mottetto In furore justissimae irae RV 626 di Vivaldi, nato a Roma tra 1723 e 1724.

Dall’ira divina iniziale alle fioriture audaci, fino all’Alleluia scintillante, sfida l’interprete con cadenze improvvisate. Riecheggia poi il Concerto grosso “Fatto per la Notte di Natale” di Corelli, eseguito forse in una basilica romana sul finire del Seicento. La Pastorale finale, caratterizzata da un ritmo sognante e coinvolgente, evoca le zampogne dei pastori abruzzesi giunti nella Città Eterna. Chiude Oh di Betlemme altera di Alessandro Scarlatti (1695), cantata per la Vigilia vaticana, tradizione pontificia dal Seicento.

Un appassionante viaggio nella musica che fa assaporare la magia della notte più sacra dell’anno grazie a voci soavi e melodie emozionanti, frutto del genio di autori immmortali che continuano con le proprie opere a deliziare il pubblico e a suscitare emozioni che sono un autentico balsamo per l’anima.