“Enzo” un film di formazione d’altri tempi

Oggi, 28 agosto, esce al cinema “Enzo” di Laurent Cantet diretto da Robin Campillo. Un altro pezzo unico targato Lucky Red che non delude mai in fatto di qualità e bellezza. Il film è stato scelto come apertura della Quinzaine des cinéastes 2025.

Nel cast Pierfrancesco Favino che interpreta Paolo, il padre di Enzo. Favino ci stupisce recitando in un francese impeccabile. Anche se c’è poco di cui stupirsi, Favino resta un attore che studia moltissimo per ogni film che affronta, arrivando a imparare l’arabo per il film “Nostalgia” di Mario Martone. Favino porta sullo schermo un padre severo, irascibile ma anche preoccupato e che può spezzarsi da un momento all’altro di fronte ad un figlio, Enzo, interpretato da un giovanissimo Eloy Pohu, che si dimostra testardo e deciso a percorrere la sua strada, quella di fare un lavoro umile come il manovale pur venendo da una famiglia ricca con una villa splendida nel sud della Francia. Lo scontro tra i due è continuo e dirompente, unica comprensiva mediatrice la madre di Enzo, Marion, interpretata da Élodie Bouchez.

La dolcezza, la comprensione e la pazienza di Marion verso questo figlio ribelle non vacilla neanche un momento.

Infine c’è il controverso personaggio di Vlad, interpretato da Maksym Silvinskyi, un amico molto speciale di Enzo, manovale anche lui. Figura che diventa più di un amico per Enzo, il quale inizia a nutrire per Vlad l’affetto che forse gli è mancato fino a quel momento in ambito familiare e relazionale.

Enzo è un film che inizia con le scelte ribelli di un ragazzo che sembrano scontate, dato il periodo adolescenziale in cui si trova, dunque un semplice film di formazione. Invece la pellicola cresce in ritmo e avvenimenti fino a farci provare empatia per questi genitori che proprio non riescono a capire quale sia il modo migliore per arginare questa autodistruzione che Enzo ha intrapreso.

Sullo sfondo una Francia del sud splendida e un intervallarsi di ambienti che creano contrasti interessanti: si passa dalla polvere del cantiere alla scintillante e silenziosa villa con piscina della famiglia di Enzo, costruendo in questo modo un film che ci fa sentire sempre in bilico e senza appoggi, proprio come si sente Enzo in questo particolare momento della sua vita.