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Home   »  Cultura e Società • Novità • Teatro   »   Al teatro Argot Studio spazio alla drammaturgia contemporanea

Al teatro Argot Studio spazio alla drammaturgia contemporanea

14 Dicembre 2025 Olimpia Ferrara Cultura e Società, Novità, Teatro

Nessuno potrà conoscere tutto della tua vita. Nemmeno tu, come nessuno potrà conoscere tutte le versioni di questo testo, nemmeno andandolo a vedere cento volte. Infatti, che direzione prenderà lo spettacolo lo decide proprio lo spettatore, chiamato attivamente a partecipare a dei giochi che faranno si che, negli snodi drammaturgici più importanti, il racconto prenda una piega piuttosto di un’altra. Age is a feeling ha debuttato ieri al Teatro Argot Studio di Roma e sarà in scena anche oggi alle 17:30.

Il testo originale è di Haley McGee, tradotto da Marta Finocchiaro, prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno, diretto da Marcello Cotugno e interpretato da Arianna Cremona che ci accoglie al Teatro Argot Studio di Roma arredato però come fosse la sua camera: un tappeto circolare arancione, una sedia di legno, una scatola di cartone e intorno a lei pochi ed essenziali elementi illuminotecnici, in particolare un sagomatore che lei stessa sposta e manovra, sia nell’intensità che nei colori, a seconda di quale parte del palco le serve illuminare per raccontarci la sua (la nostra) vita.

Foto di Irene Alison

Arianna ci parla, ma per davvero, in modo diretto, guardandoci negli occhi. Ci mette a nostro agio tanto che ci dimentichiamo di essere in un teatro e ci sentiamo un po’ tutti nella nostra di stanza, quella di quando eravamo giovani. Questo clima intimo che l’attrice riesce a creare fin da subito fa si che il pubblico si fidi e decida di giocare e intervenire, lì dove interpellato, per guidare l’andamento della storia. L’argomento del monologo, apparentemente, può sembrarci semplice e innocuo: la vita di una ragazza dai 25 anni fino alla sua morte. Eppure ci sentiamo immediatamente coinvolti e non potrebbe essere altrimenti perché quanti di noi possono dire di non essersi confrontati con la perdita improvvisa o annunciata di un genitore, con il count down della società che ci vorrebbe sistemati entro massimo i trentacinque anni, con la malattia, con la morte, con un vizio che può costarci la vita, con il corpo che cambia e così via? Ma c’è di più, il testo di Haley McGee sembra parlare proprio della generazione dei Millennial che ha iniziato a farsi domande e a mettere in discussione gli schemi che la generazione prima aveva ripetuto e messo in atto senza troppi dubbi e problemi. La regia di Marcello Cotugno regola, senza snaturarlo, il racconto che potrebbe diventare un fiume in piena e uscire fuori dagli argini. Ancora una volta i meccanismi registici sono a servizio della narrazione fondendosi perfettamente con l’indole creativa dell’interprete. Age is a feeling è un racconto semplice ma fatto con il cuore e l’artigianalità del teatro di una volta.

Fuori formato, Haley McGee, Marcello Cotugno, monologo, roma, teatro, teatro Argot Studio

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