FIAT DUX

(24/02/2012) La lunga intervista di Marchionne al Corriere della Sera ha suscitato parecchi commenti su tutto il mainstream: non c’è un quotidiano o un sito che non l’abbia ripresa, o una edizione di qualche telegiornale che non l’abbia citata. Contrappunti per parlarne sceglie invece la voce di un piccolo blog, uno di quelli che da sempre ci seguono e da un po’ di tempo stiamo seguendo noi, in attesa di una ristrutturazione redazionale e di un rilancio editoriale che abbiamo messo in cantiere: Controinformoperdiletto. Il blog di Cugino, come talvolta capita, ha scelto una chiave satirica, con una citazione velata a un film tra i primi in Italia ad aver fatto satira politico-sociale, in tempi in cui peraltro era davvero difficile: I due orfanelli di Tot?, del 1947. La scena è quella lunga finale in cui si rivela che la trama era tutto un sogno, e nel farlo si ironizza sui tanti mali della società italiana e non solo, che a rivederla porca miseria sono sempre quelli..

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SORRISI ED AZIONI

SORRISI ED AZIONI

(02/02/2012) Di Operation Smile Italia abbiamo già parlato in questo blog, con una lunga intervista al chirurgo maxillo-facciale Domenico Scopelliti, che della fondazione è presidente del collegio dei consiglieri scientifici. Il consiglio è di rileggerla, ai pigri ricordo in breve che questa meritoria Onlus è "costituita da volontari medici, infermieri e operatori sanitari che realizzano missioni umanitarie in oltre 60 Paesi del Mondo, per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino e la palatoschisi, esiti di ustioni e traumi" (dal sito ufficiale), con l'obiettivo ulteriore di creare strutture sanitarie, migliorare le infrastrutture esistenti, donare attrezzature e formare il personale medico locale di modo che l'azione si esplichi a prescindere dalle singole missioni. Se ne riparlo adesso, è perché il 4 febbraio, grazie a un protocollo d'intesa con la casa di cura Sanatrix, parte un progetto a Roma denominato "Sorrisi in Italia", per il trattamento chirurgico gratuito di bambini, italiani e non, residenti in Italia, varato a seguito di varie richieste da parte di alcune famiglie che negli ultimi tempi, visti i lunghi tempi di attesa per gli interventi in strutture pubbliche, hanno sollecitato un aiuto alla Fondazione per i loro piccoli. Che sono stati già sottoposti a screening e, sempre gratuitamente, saranno operati nel corso del progetto che durerà fino al 10 febbraio. Ma, come ricorda anche il lancio Adnkronos,  l'accordo con Sanatrix è per un anno, nel corso del quale il personale volontario presterà la propria opera ogni mese per un weekend. In attesa che anche a Roma si apra una struttura stabile come la Smile House attiva a Milano dall'anno scorso.

ICI: ANCHE LA CHIESA PAGHI. APPROVATA LA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A FIRENZE.

ICI: ANCHE LA CHIESA PAGHI. APPROVATA LA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A FIRENZE.
(31 Gennaio 2012) Oggi pomeriggio il Consiglio comunale di Firenze ha approvato a maggioranza una mozione presentata vari mesi fa da Tommaso Grassi per chiedere che anche gli immobili proprietà della Chiesa adibiti a fini commerciali paghino l’ICI (adesso IMU) al Comune di Firenze, come anche la legislazione attuale prevede e per chiedere altresì al Sindaco di farsi interprete vero il Governo di un miglioramento legislativo che ponga fine alle ambiguità. A favore hanno votato oltre a Tommaso Grassi, una parte del Partito Democratico, l’Italia dei Valori, il Consigliere Cruccolini e la Consigliera Giocoli di FLI. Contrari una parte del PD e alcuni esponenti del PDL. “Un risultato molto importante – commenta Tommaso Grassi, rappresentante in Consiglio comunale di FdS, Verdi e SEL – che testimonia quanto questo tema sia oggi sentito dai cittadini e quindi maggioritario anche nelle Istituzioni che li rappresentano, come il Consiglio comunale.” “Ricordo che dopo la nostra denuncia a proposito delle 22 strutture ricettive su 29 a Firenze di proprietà di enti religiosi che non pagano l’ICI al Comune, pur essendo chiaramente strutture commerciali, anche il Sindaco Renzi si dichiarò d’accordo a farle pagare: ora, con il via libera anche del Consiglio comunale, immagino si passerà immediatamente ai controlli sull’applicazione e alla riscossione di quanto dovuto, anche perché questi introiti, non certo irrilevanti, potrebbero risparmiare tagli dolorosi anche ai servizi sociali.”
“Grave invece sarebbe se come al solito alle buone intenzioni politiche non dovessero seguire i fatti: sarebbe di nuovo acqua portata al mulino della disaffezione e dell’allontanamento dei cittadini dalla politica.” – conclude Grassi.

APPREZZAMENTI DI MONTI A DAVOS

(28/01/2011) A Davos nella Landwassertal, sul c.d. tetto del mondo, ogni anno, si riunisce la cupola dell’alta finanza pubblica e privata. Sui giornali italiani risalta il fatto che il nostro Presidente Monti sia tenuto in grande considerazione. Molti se ne compiacciono, io me ne preoccupo per via della contiguità tra esponenti del mondo bancario, della finanza rapace (ma benefattrice), di esponenti dei governi e della Banca Centrale europea. Non bisogna dimenticare, infatti, il ruolo determinante che la finanza rapace ha avuto nel determinare la crisi economica da cui non riusciamo ad uscire per via dell’abbraccio perverso che si è determinato tra sistemi bancari e tesorerie dei governi europei. A Davos si verificano informalmente i risultati che i vari governi hanno raggiunto nell’ultimo anno nel sottoporre gli interessi generali a quelli dell’alta finanza, ossia, agli interessi dell’1% contro quelli del 99% della popolazione come sostiene il movimento Occupy Wall Street. A Davos, non sono invitati i rappresentati dei lavoratori né dei 100 milioni di disoccupati creati dalla crisi provocata dall’alta finanza. Banchieri, finanzieri uomini di governo discutono in ambienti felpati su come salvare il sistema che beneficia direttamente loro stessi.
 
 

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IL DECRETO MONTI CONVERTITO IN LEGGE

(20/01/2012) Vista la mole di novità e il non troppo lineare assetto della norma procederemo per gradi analizzando intanto i primi 15 articoli. Specifichiamo a tal proposito che il numero riportato a lato indica l’articolo del decreto in esame e pertanto non avrà numerazione progressiva 1.Ai soggetti produttivi di reddito d’impresa (Srl, Spa, Snc, Ditta individuale ecc…) è riconosciuta una deduzione del reddito pari (per il primo triennio di applicazione della legge) al 3% dell’incremento del patrimonio netto rispetto all’esercizio in corso al 31/12/2010 considerato al netto dell’utile dell’esercizio medesimo. Qualora tale percentuale riferita al nuovo capitale proprio (definito nozionale) fosse superiore al reddito complessivo conseguito, la differenza è deducibile nei periodi d’imposta successivi.  

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CONTROCORENTE

(06/01/2012) Non è che fare controinformazione significhi necessariamente essere un bastian contrario, ma oggi voglio fare il barcarolo ed esprimere, su cinque questioni molto di moda, opinioni di segno opposto a quelle oramai nettamente maggioritarie, prima confinate sui social network e appunto i siti di controinformazione ma oggi, che forze fino a ieri al governo o stanno all'opposizione o sostengono la maggioranza mentre scatenano il loro immenso apparato mediatico nel cavalcare la protesta, sdoganate in prima serata. Il dettaglio a dopo, a beneficio dei pigri faccio prima un sommario: retribuzioni dei parlamentari: devono restare alte, i media cavalcano l'indignazione popolare con lo scopo preciso di rafforzare il qualunquismo e il fine ultimo di annullare anche formalmente la democrazia, sono ben altre le azioni anti-Casta che andrebbero intraprese; lotta all'evasione: deve completamente cambiare registro, le azioni spettacolari sono utili a fare toccare con mano la consistenza del problema ma restano coerenti ad una logica che non ha mai risolto e non risolverà il problema alla radice, per quello serve – applicata univocamente per decenni da chiunque vada al governo – una politica fiscale composta da un forfettario esteso, la detraibilità di tutto per tutti, e un'azione penale efficace; articolo 18: è inutile difenderlo e inutile attaccarlo, protegge oramai una fetta simbolica di lavoratori, occorre concentrarsi sul modo di dare lavoro a più persone possibile e il reddito di cittadinanza a tutti gli altri; liberalizzazioni: occorre tenere o riprendere in mano pubblica tutto ciò che è per natura monopolistico (ferrovie, reti elettriche idriche telefoniche eccetera) e agire in direzione opposta per mestieri e professioni, droga, prostituzione, eccetera; animalismo: quello vero sarebbe diventare tutti vegetariani o quasi, non certo trattare le bestie come esseri umani approfittando del fatto che non possono lamentarsene.     

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ECCO GLI INTERVENTI POSSIBILI PER COMBATTERE DAVVERO L’EVASIONE FISCALE

(07/12/2011) Nelle anticipazioni circolate fino alla vigilia della presentazione del pacchetto di misure di emergenza decise dal Governo, la lotta contro l’evasione fiscale aveva rivestito un ruolo strategico. Da varie sponde – e anche da Nens – erano state indirizzate al governo indicazioni puntuali e circostanziate sulla batteria di strumenti utilizzabili per ottenere significativi risultati in termini di incremento della compliance e di conseguente recupero di gettito: è infatti su questo terreno assai più che sul recupero “ex post”, da accertamento, che il contrasto all’evasione di massa – diffusa in Italia in maniera capillare e di gran lunga maggiore di quanto non sia nel resto d’Europa – deve essere condotto allo scopo di ridurre davvero il fenomeno. La presentazione delle misure che il Governo intende varare, però, ha deluso le aspettative della vigilia perché quasi nessuno degli interventi che avrebbero potuto ribaltare l’inerzia – quando non la vera e propria tolleranza – del governo della destra, è stato preso in considerazione. Può essere utile, allora, tornare su questo tema per puntualizzare quello che potrebbe essere fatto per dare concretezza ad una strategia organica di contrasto reale all’evasione fiscale. All’elenco dettagliato che Nens segnala, tuttavia, vogliamo premettere l’esame più argomentato di due versanti sui quali l’intero impianto dell’azione di contrasto deve essere fondato: la reintroduzione degli elenchi clienti e fornitori (CLIFO) e l’adozione di un criterio efficace di tracciabilità, che non può limitarsi alle restrizioni dell’uso del contante, ma deve far perno sulla comunicazione periodica e obbligatoria delle consistenze e dei rapporti finanziari da parte delle banche. 
1. FATTURAZIONE ELETTRONICA E REINTRODUZIONE DEGLI ELENCHI CLIENTI E FORNITORI
La norma che introduceva l’obbligo di trasmissione telematica dei cc.dd. elenchi “clienti e fornitori” (art. 37, commi 8 e 9, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223) prevedeva, nella parte introduttiva, la temporaneità dell’adempimento “in attesa dell’introduzione della normativa sulla fatturazione informatica”. Il legislatore, infatti, aveva intravisto la possibilità che il passaggio dalle fatture cartacee a quelle elettroniche, nonché la contestuale trasmissione di queste ultime all’Amministrazione finanziaria, di fatto, avrebbe potuto consentire di ottenere le medesime informazioni ottenute con “CLIFO” (anzi più puntuali se si pensa che “CLIFO” prevedeva dati aggregati). Tuttavia, ad oggi la diffusione della fatturazione elettronica in Italia (così come in Europa) è ancora a livelli poco significativi1:
- la norma che prevede l’obbligatorietà della fatturazione elettronica da parte delle aziende nei confronti della PA (art. 1, commi da 209 a 214, legge 24 dicembre 2007, n. 244) non è stata ancora concretamente attuata, poiché non è stato ancora emanato il decreto che stabilisce le modalità tecnico/operative di trasmissione e in generale di funzionamento dell’intero processo (che prevede un sistema di interscambio gestito da Sogei);
- quando prenderà realmente avvio il processo di trasmissione delle fatture elettroniche verso la PA, l’Amministrazione finanziaria sarà in grado di processare solo una parte, seppur significativa, delle fatture delle imprese ( quindi, rispetto a CLIFO, non si potrebbe procedere a incroci massivi dei dati);
- la normativa comunitaria e, conseguentemente, quella italiana2 sono ancora in fase di evoluzione poiché i sistemi per garantire integrità, autenticità dell’origine e leggibilità delle fatture – come previsto dalla direttiva comunitaria – sono diversi (firma digitale, EDI, processi di controllo di gestione intra-aziendali) e si sta cercando di trovare un delicato equilibrio tra le esigenze delle imprese, quello che offe il mercato e l’obiettivo della Commissione Europea di garantire interoperabilità transfrontaliera tra le aziende dei diversi paesi3;
- c’è ancora confusione nel mondo imprenditoriale e nella PA sul concetto stesso di fatturazione elettronica. Molti immaginano che si tratti della semplice trasposizione in un file pdf (o, peggio, file immagine) del documento fattura, ma
1 Alcune autorevoli stime parlano di appena poche decine di migliaia di grandi imprese che attuano – solo in parte – processi di dematerializzazione e, tra queste, poche decine che effettuano fatturazione elettronica secondo le previsioni dell’attuale normativa italiana; inoltre sono in corso di predisposizione i regolamenti attuativi del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale.
2 Entro il 2013 deve essere recepita in Italia la Dir2010/45/UE che ha introdotto significative modifiche alla direttiva IVA con specifico riferimento ai metodi di fatturazione semplificata e elettronica.
3 Sono molteplici i gruppi di lavoro attivi in Europa e nel mondo sul tema, tra cui – di recente – il Multistakeholders forum on e-invoicing istituito con decisione 8467 del 2010 della Commissione.
se ciò fosse l’Amministrazione finanziaria difficilmente riuscirebbe a processare le informazioni contenute nei file.

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EVASIONI E SOCIETÀ DI COMODO: NUOVO (E PESANTE) CONCETTO

(22 dicembre 2011)  Qualche mio pensiero al margine  alla nostra Nota informativa 14 del 20/12/2011 (allegata in fondo). Volendo fare una riflessione sull'adozione delle ultime misure legislative atte a contrastare la crisi economica, c'è da rilevare come il principio ispiratore sia sempre quello della contrapposizione del potere politico con i cittadini. Non si cerca una collaborazione, ma solo l'imposizione che a volte diventa estremamente punitiva per chi colpe non ha, salvaguardando chi la crisi l'ha provocata o quantomeno agevolata; si è cercato un governo di "tecnici" (che comunque hanno sempre avuto introduzioni e buoni rapporti con il Palazzo) ma alla luce di questi primi giorni di "nuovo corso" era meglio cercare un governo di "carattere e personalità" che andasse avanti con idee innovative e che non tenesse conto degli interessi dei potenti.  I problemi immediati sono la lotta all'evasione, la promozione dei consumi e la produttività: con un po' di fantasia si potevano affrontare in modo diverso e meno traumatico.

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È il debito pubblico il problema non il deficit

(9 dicembre 2011) Non è vero che questa manovra non aveva alternative. È sorprendente che un governo tecnico sostenga una tesi del genere. Qualche alternativa tecnica c’è sempre, basta saperla trovare una volta deciso politicamente di percorrere una certa strada. Le imposte di successione abrogate da Berlusconi nel 2001 sono state reintrodotte dal governo Prodi nel 2006 sono tra queste. Rendono pochissimo: 454 e 475 milioni entrate da T successione rispettivamente nel 2009 e 2010; nei primi 9 mesi del 2011 il gettito è in calo rispetto all’anno precedente. Per un paese tra i più ricchi del mondo con una ricchezza stimata di oltre 9 mila miliardi di euro il gettito riscosso con le imposte di successione è risibile. Si tratterebbe di abbassare le esenzioni e alzare le aliquote. Si tratterebbe soprattutto di accertare meglio l’imposta. Solo cercando di chiudere i varchi elusivi e combattendo l’evasione aperta delle imposte di successione è possibile passare ad eventuale imposta patrimoniale ordinaria, personale e progressiva. Credo che invece di vaneggiare di nuove patrimoniali personali e progressive, bisognerebbe accertare meglio quelle esistenti. L’Italia registra un numero altissimo di società di comodo. E questo vale per tutte le parti politiche e sociali che insistono per la tassazione patrimoniale.

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Ancora in guardia dalle truffe

ANCORA IN GUARDIA DALLE TRUFFE

(7 dicembre 2011) L’imbroglio arriva per posta elettronica. Dietro la falsa notifica di un rimborso fiscale e l’invito a scaricare e compilare il modulo allegato, un tentativo di phishing per acquisire illegalmente dati personali. L’Agenzia delle Entrate è costretta a segnalare nuovamente casi in cui si è provato a raggirare i cittadini sfruttando illecitamente il suo nome e il suo logo. Questa volta l’inganno è rappresentato da un’e-mail contenente la notifica di un presunto rimborso fiscale (l’oggetto è, appunto “Notifica di rimborsi fiscali”). Il messaggio chiede anche di scaricare e compilare un file allegato: cestinate immediatamente l’e-mail e non aprite il modulo, perché potrebbe essere pericoloso. L’Amministrazione, precisano in una nota le Entrate, non chiede informazioni sulle carte di credito.
È l’ennesimo tentativo di phishing, con l’obiettivo di entrare in possesso dei dati personali del soggetto “prescelto”. Nel modulo allegato, infatti, viene chiesto al destinatario di inserire una serie di informazioni utili al pagamento del rimborso, tra cui anche quelle relative alla sua carta di credito. È una truffa informatica, ribadisce l’Agenzia, rinviando al sito delle Entrate, sezione “Home – Cosa devi fare – Richiedere – Rimborsi”, per conoscere la procedura giusta da seguire per avere l’accredito del rimborso sul conto corrente.