SORRISI ED AZIONI
SORRISI ED AZIONI
ICI: ANCHE LA CHIESA PAGHI. APPROVATA LA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A FIRENZE.
“Grave invece sarebbe se come al solito alle buone intenzioni politiche non dovessero seguire i fatti: sarebbe di nuovo acqua portata al mulino della disaffezione e dell’allontanamento dei cittadini dalla politica.” – conclude Grassi.
APPREZZAMENTI DI MONTI A DAVOS
Sui giornali italiani risalta il fatto che il nostro Presidente Monti sia tenuto in grande considerazione. Molti se ne compiacciono, io me ne preoccupo per via della contiguità tra esponenti del mondo bancario, della finanza rapace (ma benefattrice), di esponenti dei governi e della Banca Centrale europea. Non bisogna dimenticare, infatti, il ruolo determinante che la finanza rapace ha avuto nel determinare la crisi economica da cui non riusciamo ad uscire per via dell’abbraccio perverso che si è determinato tra sistemi bancari e tesorerie dei governi europei. A Davos si verificano informalmente i risultati che i vari governi hanno raggiunto nell’ultimo anno nel sottoporre gli interessi generali a quelli dell’alta finanza, ossia, agli interessi dell’1% contro quelli del 99% della popolazione come sostiene il movimento Occupy Wall Street. A Davos, non sono invitati i rappresentati dei lavoratori né dei 100 milioni di disoccupati creati dalla crisi provocata dall’alta finanza. Banchieri, finanzieri uomini di governo discutono in ambienti felpati su come salvare il sistema che beneficia direttamente loro stessi. IL DECRETO MONTI CONVERTITO IN LEGGE
(20/01/2012) Vista la mole di novità e il non troppo lineare assetto della norma procederemo per gradi analizzando intanto i primi 15 articoli. Specifichiamo a tal proposito che il numero riportato a lato indica l’articolo del decreto in esame e pertanto non avrà numerazione progressiva 1.Ai soggetti produttivi di reddito d’impresa (Srl, Spa, Snc, Ditta individuale ecc…) è riconosciuta una deduzione del reddito pari (per il primo triennio di applicazione della legge) al 3% dell’incremento del patrimonio netto rispetto all’esercizio in corso al 31/12/2010 considerato al netto dell’utile dell’esercizio medesimo. Qualora tale percentuale riferita al nuovo capitale proprio (definito nozionale) fosse superiore al reddito complessivo conseguito, la differenza è deducibile nei periodi d’imposta successivi.
CONTROCORENTE
ECCO GLI INTERVENTI POSSIBILI PER COMBATTERE DAVVERO L’EVASIONE FISCALE

1. FATTURAZIONE ELETTRONICA E REINTRODUZIONE DEGLI ELENCHI CLIENTI E FORNITORI
La norma che introduceva l’obbligo di trasmissione telematica dei cc.dd. elenchi “clienti e fornitori” (art. 37, commi 8 e 9, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223) prevedeva, nella parte introduttiva, la temporaneità dell’adempimento “in attesa dell’introduzione della normativa sulla fatturazione informatica”. Il legislatore, infatti, aveva intravisto la possibilità che il passaggio dalle fatture cartacee a quelle elettroniche, nonché la contestuale trasmissione di queste ultime all’Amministrazione finanziaria, di fatto, avrebbe potuto consentire di ottenere le medesime informazioni ottenute con “CLIFO” (anzi più puntuali se si pensa che “CLIFO” prevedeva dati aggregati). Tuttavia, ad oggi la diffusione della fatturazione elettronica in Italia (così come in Europa) è ancora a livelli poco significativi1:
- la norma che prevede l’obbligatorietà della fatturazione elettronica da parte delle aziende nei confronti della PA (art. 1, commi da 209 a 214, legge 24 dicembre 2007, n. 244) non è stata ancora concretamente attuata, poiché non è stato ancora emanato il decreto che stabilisce le modalità tecnico/operative di trasmissione e in generale di funzionamento dell’intero processo (che prevede un sistema di interscambio gestito da Sogei);
- quando prenderà realmente avvio il processo di trasmissione delle fatture elettroniche verso la PA, l’Amministrazione finanziaria sarà in grado di processare solo una parte, seppur significativa, delle fatture delle imprese ( quindi, rispetto a CLIFO, non si potrebbe procedere a incroci massivi dei dati);
- la normativa comunitaria e, conseguentemente, quella italiana2 sono ancora in fase di evoluzione poiché i sistemi per garantire integrità, autenticità dell’origine e leggibilità delle fatture – come previsto dalla direttiva comunitaria – sono diversi (firma digitale, EDI, processi di controllo di gestione intra-aziendali) e si sta cercando di trovare un delicato equilibrio tra le esigenze delle imprese, quello che offe il mercato e l’obiettivo della Commissione Europea di garantire interoperabilità transfrontaliera tra le aziende dei diversi paesi3;
- c’è ancora confusione nel mondo imprenditoriale e nella PA sul concetto stesso di fatturazione elettronica. Molti immaginano che si tratti della semplice trasposizione in un file pdf (o, peggio, file immagine) del documento fattura, ma
1 Alcune autorevoli stime parlano di appena poche decine di migliaia di grandi imprese che attuano – solo in parte – processi di dematerializzazione e, tra queste, poche decine che effettuano fatturazione elettronica secondo le previsioni dell’attuale normativa italiana; inoltre sono in corso di predisposizione i regolamenti attuativi del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale.
2 Entro il 2013 deve essere recepita in Italia la Dir2010/45/UE che ha introdotto significative modifiche alla direttiva IVA con specifico riferimento ai metodi di fatturazione semplificata e elettronica.
3 Sono molteplici i gruppi di lavoro attivi in Europa e nel mondo sul tema, tra cui – di recente – il Multistakeholders forum on e-invoicing istituito con decisione 8467 del 2010 della Commissione.
EVASIONI E SOCIETÀ DI COMODO: NUOVO (E PESANTE) CONCETTO
È il debito pubblico il problema non il deficit
verno Prodi nel 2006 sono tra queste. Rendono pochissimo: 454 e 475 milioni entrate da T successione rispettivamente nel 2009 e 2010; nei primi 9 mesi del 2011 il gettito è in calo rispetto all’anno precedente. Per un paese tra i più ricchi del mondo con una ricchezza stimata di oltre 9 mila miliardi di euro il gettito riscosso con le imposte di successione è risibile. Si tratterebbe di abbassare le esenzioni e alzare le aliquote. Si tratterebbe soprattutto di accertare meglio l’imposta. Solo cercando di chiudere i varchi elusivi e combattendo l’evasione aperta delle imposte di successione è possibile passare ad eventuale imposta patrimoniale ordinaria, personale e progressiva. Credo che invece di vaneggiare di nuove patrimoniali personali e progressive, bisognerebbe accertare meglio quelle esistenti. L’Italia registra un numero altissimo di società di comodo. E questo vale per tutte le parti politiche e sociali che insistono per la tassazione patrimoniale. Ancora in guardia dalle truffe
ANCORA IN GUARDIA DALLE TRUFFE
(7 dicembre 2011) L’imbroglio arriva per posta elettronica. Dietro la falsa notifica di un rimborso fiscale e l’invito a scaricare e compilare il modulo allegato, un tentativo di phishing per acquisire illegalmente dati personali. L’Agenzia delle Entrate è costretta a segnalare nuovamente casi in cui si è provato a raggirare i cittadini sfruttando illecitamente il suo nome e il suo logo. Questa volta l’inganno è rappresentato da un’e-mail contenente la notifica di un presunto rimborso fiscale (l’oggetto è, appunto “Notifica di rimborsi fiscali”). Il messaggio chiede anche di scaricare e compilare un file allegato: cestinate immediatamente l’e-mail e non aprite il modulo, perché potrebbe essere pericoloso. L’Amministrazione, precisano in una nota le Entrate, non chiede informazioni sulle carte di credito.
È l’ennesimo tentativo di phishing, con l’obiettivo di entrare in possesso dei dati personali del soggetto “prescelto”. Nel modulo allegato, infatti, viene chiesto al destinatario di inserire una serie di informazioni utili al pagamento del rimborso, tra cui anche quelle relative alla sua carta di credito. È una truffa informatica, ribadisce l’Agenzia, rinviando al sito delle Entrate, sezione “Home – Cosa devi fare – Richiedere – Rimborsi”, per conoscere la procedura giusta da seguire per avere l’accredito del rimborso sul conto corrente.