Vita e morte si confondono in uno sbuffo di sigaretta

Vita e morte si confondono in uno sbuffo di sigaretta

Fumo, spettacolo scritto e diretto da Massimiliano Aceti e interpretrato da una squadra di giovani e talentuosi attori, sul palco del teatro Lo spazio fino al 12 febbraio.

 

Fumo, al teatro Lo Spazio fino al 12 febbraio

Fumo, al teatro Lo Spazio fino al 12 febbraio

 

La malattia coglie spesso impreparati, colpisce a freddo e sconvolge. Un pugno in faccia che la realtà sferra a vite spesso spensierate. Come quelle di molti trentenni d’oggi, ostinatamente confinati in un’eterna adolescenza, pur talvolta violata dalle difficoltà lavorative ed economiche che caratterizzano l’età adulta.

Fumo è uno spettacolo che va in scena al teatro Lo Spazio fino al 12 febbraio e che prova ad indagare sugli effetti dirompenti, all’interno di una compagnia di amici, che la notizia di una malattia grave può portare. Ciò che prima era solo divertimento viene immediatamente nascosto da un velo di tristezza e paura, di inquietudine e fragilità.

Marco scopre di avere un cancro ai polmoni e lo comunica agli amici di sempre durante la festa per il suo trentesimo compleanno. Sono tutti accaniti fumatori e le sigarette continuano ad essere testimoni dei cambiamenti nei rapporti personali anche dopo la notizia.

Amori frustrati e impossibili, lavori inappaganti, paura di crescere e di assumersi responsabilità, tutto deflagra con il fumo come detonatore, come amplificatore di emozioni e dolore. Una recitazione snella che riesce ad esprimere con immediatezza e sincerità ciò che potrebbe accadere a tutti: La morte che introduce alla vita, quella adulta.

Il giovane gruppo di attori se la cava bene nel dipingere la tempesta di emozioni straordinarie che travolge una normale routine di interazioni umane: relazioni superficiali o negate, piccoli segreti e leggerezza appena toccata, tuttavia, dalle tematiche relative al lavoro precario e al futuro.

Le sigarette non abbandonano mai la scena, segno che nulla fa cambiare le pessime abitudini, neppure quando si sa dove esse porteranno. E la barca che i ragazzi costruiscono insieme, come testimonianza collettiva e tangibile di un legame che Marco sta per infrangere, rimarra alla fine semivuota. Perchè la morte distrugge ma spesso non insegna.

 

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