Un Pellegrino a Roma, tra amore e desiderio di libertà

Un Pellegrino a Roma, tra amore e desiderio di libertà

Massimo Wertmuller al Teatro 7 con “Il Pellegrino” dal 18 al 30 ottobre (foto ufficio stampa Teatro 7)

 

Tutto per un cappello, co li grilli strani che vi stanno dentro. Timbro poetico e ritmo incalzante, un coinvolgente Massimo Wertmuller porta Il Pellegrino, spettacolo scritto e diretto da Pierpaolo Palladino, dal 18 al 30 ottobre 2016 sul palco del Teatro 7.

Il cappello è quello giacobino, con tutti i suoi pericolosi significati libertari, posto sul capo di Enrico, giovane ribelle in fuga da Milano e dal carcere e nipote di un Monsignore in una Roma che fu, quella di fine ottocento, per molti versi simile a quella odierna e a tante altre, forse.
Una città storicamente allergica ai cambiamenti, anche e soprattutto quando questi stanno già avvenendo sotto gli occhi della Storia.

Enrico è un pellegrino atipico, viste le sue idee, e viene accolto a Roma dallo zio prelato che lo affida al controllo del proprio factotum Ninetto, per evitare guai. Il cuore del ragazzo, però, è colmo di desideri potenzialmente letali in un simile contesto, specie se mischiati: amore e voglia di libertà.

Le vicende dei due protagonisti si intrecceranno tra i vicoli e gli scorci della Città Eterna incontrando nobili e banditi, gendarmi e ubriaconi. Tutti i toni e le cadenze della vita magistralmente interpretate e narrate dal talento istrionico del grande attore.

Un romantico viaggio nella bellezza di Roma, forse non grande ma certamente unica, non attraverso immagini e luci ma grazie al potere della parola e dei gesti. L’opera tratteggia così l’anima di una città ricca di contraddizioni in grado di regalare altezze e bassezze, allora come oggi.

Il cinismo del farsi gli affari propri e il coraggio incosciente nel capire che tali affari, dopotutto, sono anche quelli altrui.

 

Marco Bombagi

 

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