TASSE: PAGARLE TUTTI PER PAGARNE MENO E AVERE SERVIZI MIGLIORI


Lunedì 27 marzo, a Roma, dalle ore 17.30 alle 20.00


presso l’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia, in
Via Pietro Cossa 49 (Piazza Cavour), il Movimento per l’Equità e la Legalità Fiscale (MELFI) ha organizzato un incontro per discutere e
ragionare su questi  temi.

In questi anni si è voluto far passare l’idea che l’imposizione
fiscale sia un “male in sé”, una gabella “estorta” dallo Stato
“inefficiente e sprecone". 
Le imposte, in realtà, non sono mai buone o cattive in sé, ma
lo sono solo in quanto strumento che permette di far funzionare le
nostre istituzioni e garantire ai cittadini quei servizi e quelle
prestazioni che rafforzano la coesione sociale, lo sviluppo, il
godimento dei diritti fondamentali anche da parte delle classi più
disagiate.

Quella di Lunedì 27 non sarà una Conferenza, ma una serata durante la
quale sarà possibile scambiare idee e valutare prospettive, animata e
coordinata da economisti, esperti fiscali, docenti di politica
economica, a cui tutti potranno porre interrogativi e presentare
proposte.

 

PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO E AVERE SERVIZI MIGLIORI

    .

 Siamo cittadini convinti che l’art. 53 della nostra Costituzione in
questi ultimi anni sia stato disatteso, in particolare nell’ultima
legislatura poiché il Governo con i suoi 22 condoni fiscali e
previdenziali ha favorito il lavoro nero e l’evasione. La caduta del
gettito, causata dall’evasione è stata coperta con tagli ai servizi
sociali fondamentali, con il degrado della scuola e dei servizi
pubblici, pagati quasi totalmente dai pensionati e dai lavoratori a
reddito medio-basso. La politica fiscale del governo attuale invece che
favorire i redditi più bassi ha avvantaggiato senza esitazioni i
titolari dei redditi più alti:

•    non sono tassati i guadagni frutto di vendita di azioni, mentre il
titolare di un’impresa artigiana o commerciale che rivende la sua
proprietà paga un Irpef variabile tra il 30 e il 45 per cento;
•    chi specula sugli immobili paga meno di un
professionista o un dipendente che produce reddito con il proprio
lavoro;

•    le società che risultano cronicamente in perdita (e quindi sono in
forte sospetto di evasione) potranno scaricare le loro perdite sui
distretti industriali, che così funzioneranno da vere e proprie "bare
fiscali" facendo perdere all’erario circa 10 miliardi di euro.

Siamo convinti che tutto questo, ed altre distorsioni presenti nel
nostro sistema fiscale, vadano corrette perché riteniamo che l’equità e
la legalità fiscale siano indispensabili per far ripartire il nostro
Paese.

Chiediamo alle forze politiche

•    un impegno per la costruzione di una politica fiscale che tuteli
maggiormente i redditi bassi e medio bassi in discontinuità totale con
il recente passato;

•    l’abolizione nella prossima legislatura dei condoni fiscali, edilizi e ambientali;

•    l’apertura di un dibattito europeo sul tema della competizione
fiscale tra Paesi, nel quadro di una giustizia fiscale globale

L’appello scaturisce dal Manifesto per l’equità e la legalità fiscale

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