STRANE COINCIDENZE. A RISCHIO LE OLIMPIADI DI TORINO, I SOLDI VANNO ALLA CAMPAGNA SUL NUOVO TFR

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Slalom parallelo, i fondi per Torino volano a Roma. Mentre la finanziaria taglia sedici milioni già stanziati mettendo in grave crisi le olimpiadi della neve, il ministero del welfare – se andrà avanti la riforma del Tfr – si appresta a spenderne altrettanti per pubblicizzarla

A quattro mesi dalla loro inaugurazione il governo taglia con la Finanziaria sedici milioni stanziati per i giochi olimpici di Torino: avrebbero permesso di realizzare gli indispensabili investimenti in sicurezza e comunicazione scongiurando il temuto crac. Un intervento tanto propagandato a giugno scorso, quando il Toroc – il comitato organizzatore della manifestazione – consegnò al premier la fiaccola olimpica e una tuta personalizzata in segno di ringraziamento.
Per strana combinazione, quella sottratta a Torino è una somma molto vicina a quella che il ministero del welfare si appresta invece a spendere per una maxi-campagna di comunicazione, senza precedenti nella p.a., in favore della riforma del Tfr – semprechè, ovviamente, questa superi gli ostacoli che la lobby delle assicurazioni, da Mediolanum in giù, ha messo sulla sua strada…

Finora nessun ministero aveva programmato di spendere così tanto per una sola iniziativa promozionale. Anche le maxi campagne contro la droga promosse dalla Presidenza del consiglio erano costate somme di gran lunga inferiori.
Adesso il ministero guidato dal leghista Maroni si accinge a bruciare, nell’ipotesi che la riforma venga approvata, un faraonico budget – circa 17 milioni di euro – da investire in spot televisivi su tutte le reti, comprese ovviamente quelle Mediaset, e in altre iniziative parallele di comunicazione. Come anticipo della campagna elettorale verremo bersagliati per mesi da spot e manifesti destinati ad esaltare le magnifiche sorti degli investimenti che i fondi paralleli faranno del Tfr dei lavoratori.
Una grancassa – a giudizio di Contrappunti.info – troppo costosa e sproporzionata per una riforma la cui utilità sarà tutta da verificare. Intanto a Torino saranno guai con questo colpo di scena a pochi mesi dalle Olimpiadi. Come minimo, c’è da aspettarsi che il Toroc richieda indietro al premier la tuta personalizzata.

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