Storie di tufo e sabbia nella Toscana meridionale
Sorano (GR) - Veduta

Storie di tufo e sabbia nella Toscana meridionale

Litorale a sud di Ansedonia (GR) visto dal sito archeologico di Cosa

Da Pitigliano a Sovana e Sorano, fino alla Maremma. Il territorio grossetano riserva scorci e luoghi che nulla hanno da invidiare, per bellezza e varietà culturali e paesaggistiche, alle parti più note della Toscana

Noblesse Oblige. Non saranno le colline del Chianti o le spiagge della Versilia, forse sono meglio. O quantomeno si difendono benissimo. Gli angoli e le luci della Provincia di Grosseto affascinano e rapiscono al primo sguardo. Dalle dure colline tufacee avvolte da fitta vegetazione e divise da profonde doline, spesso punteggiate di necropoli rupestri, a dolci pendii assolati coperti di vigneti e uliveti che digradano senza strappi verso il mare e le lunghe spiagge quasi nascoste dalla macchia mediterranea.

Il viaggio inizia. Un percorso che inizia dai borghi del tufo Pitigliano, Sovana e Sorano, incuneati tra Toscana, Lazio e Umbria in un territorio il cui paesaggio ricorda quello della Tuscia, appunto, viterbese, anch’essa scolpita dai secoli in quella roccia vulcanica. Ci si sposta poi poche decine di chilometri più a nord, verso le boscose pendici del monte Amiata, dove il profilo di rocche e mura spicca ad identificare paesi tanto piccoli quanto ricchi di storia e cultura, una caratteristica assai diffusa da quelle parti.

Pit stop. Dall’Amiata, il cui profilo imponente è ben visibile da grande distanza, alla costa grossetana, nella quale si giunge percorrendo sinuose strade che attraversano colline dipinte di vigneti e uliveti. Tappa d’obbligo qui, in una delle numerose aziende agricole che vendono i propri prodotti a chi sia in grado di apprezzare i sapori e gli odori pieni di questa terra meravigliosa.

Arrivederci a presto. Il mare è lì, infine, che attende d’essere vissuto respirando il profumo delle pinete, con uno sguardo alle colline e ai monti del parco della Maremma o all’ombra dell’Argentario all’orizzonte. Dopo tutto questo si può anche tornare a casa, perché c’è la certezza di quanto, quel saluto, sia solo temporaneo; un arrivederci alla Toscana meridionale, non meno nobile delle altre, forse di più.

 

Marco Bombagi

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