Storie di metronotte e aringhe nella piscina della vita

Storie di metronotte e aringhe nella piscina della vita

Le vicende degli uomini e degli animali spesso offrono sorprendenti similitudini, fino al punto che, in determinate circostanze, sembra di guardarsi allo specchio.

Come tre aringhe, Locandina

Come tre aringhe, Locandina

 

Dal 29 novembre al 23 dicembre al Teatro 7, salgono sul palcoscenico vicissitudini di uomini comuni investiti dall’esistenza come piccoli pesci in una tempesta, “Come 3 aringhe”.

E così in un’angusta saletta di sicurezza si incontrano tre sorveglianti di un rarissimo esemplare di delfino albino, bianco e puro ma non esattamente il Papa. O forse più importante, “perché quel delfino non si può dimettere e se muore non se ne può fare un altro”.

Un essere eccezionale, quindi, all’opposto delle comunissime aringhe di cui i delfini sono ghiotti. Vittime designate, come i protagonisti di questa divertente commedia.

Un lavoro notturno in un luogo quieto che pone i personaggi, interpretati da Marco Fiorini, Mimmo Ruggiero e Marco Falaguasta, quest’ultimo anche il regista dello spettacolo assieme a Mauro Graiani, in una condizione tale per cui, senza neppure accorgersene, ci si trova a confidarsi e condividere. Come non accadeva da tempo o forse come non era mai accaduto.

Nico è un fanatico di macchine e piloti con la figlia di diciassette anni incinta di un perdigiorno. Perciò si trova a dover mantenere tutti e due; poi c’è Mariano, il capo, un cinico e intrattabile ex agente di polizia raggirato e costretto così a lasciare la divisa e a sopravvivere da metronotte. Infine Giorgio, che sembra l’unico ad essere riuscito nell’intento di ritagliarsi un po’ di onesta felicità, senza neppure aver bisogno del doppio lavoro.

Tra scherzi atroci e battute notturne i tre si immergeranno nei rispettivi, normali drammi esistenziali e si condurranno in un percorso di intimità spirituale, una sorta di terapia di gruppo dai risvolti travolgenti per lo spettatore. Le risate sono assicurate per tutti, forse anche per i delfini. O forse no.

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