Sei personaggi in cerca d’autore vivono all’Eliseo grazie a Lavia!
Foto di Tommaso Le Pera

Sei personaggi in cerca d’autore vivono all’Eliseo grazie a Lavia!

Al Teatro Eliseo fino al 24 gennaio non perdete l’occasione di apprezzare Sei personaggi in cerca d’autore con la raffinata regia di Gabriele Lavia.

Difficile riassumere tutta la capacità che si può vedere sul palco dell’ Eliseo in questi giorni. La regia di Lavia è molto attenta ai più piccoli particolari, molto precisa, quasi maniacale, non lascia alcuna possibilità al caso. E’ immediato l’impatto al momento dell’entrata dei sei personaggi, che interrompono l’allestimento del Giuoco delle parti della compagnia, per chiedere di far vivere la loro storia, di fronte allo sguardo stupito del Capocomico e degli attori; è in questo momento che, se si comincia a guardare fino all’espressione più lontana, quella che si potrebbe perdere in mezzo al cospicuo numero di attori in scena, si nota la cura adoperata. Ogni volto è studiato, come se dovesse essere un primo piano in camera: sono tutti splendide maschere, complice anche un trucco che traccia i connotati come fossero quadri di Tamara de Lempicka e dei bei costumi di Andrea Viotti. E non finisce qui! Oltre al piacere degli occhi, si soddisfano anche le orecchie grazie alle musiche di Giordano Corapi che accompagnano gli affascinanti movimenti sulla scena.

Ottime le performance di Lucia Lavia, piccolo corpo traboccante energia, nel ruolo della Figliastra, di Michele Demaria, splendido nel ruolo del Capocomico, della madre interpretata da Federica Di Martino e tra la compagnia che prepara l’allestimento del Giuoco delle parti si evidenzia l’interpretazione di gran carattere di Mario Pietramala nei panni del Primo Attore. Molto efficace l’immagine dei volti che gridano senza emettere suoni per la morte della bambina: sono le espressioni che fanno arrivare una sofferenza forse più forte della voce.
Gabriele Lavia riesce a rendere il senso di quella che deve essere “una commedia nera, ma non seria”, attraverso uno spiccato umorismo che lega con il dramma. Ora sta a voi non perdere l’occasione di assaporare un senso di sacralità teatrale.

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