Se il tempo fosse un gambero: trent’anni dopo al Brancaccio

Se il tempo fosse un gambero: trent’anni dopo al Brancaccio

E… Se il tempo fosse un gambero? Questo l’interrogativo musicale, dal repertorio di Garinei e Giovannini, sollevato da Francesco Pannofino ed Emy Bergamo, sul palco natalizio del Teatro Brancaccio di Roma, dal 15 dicembre al 15 gennaio.

La rinnovata regia di Saverio Marconi, con le riuscitissime coreografie di Rita Pivano, i bei costumi di Carla Accoramboni e le ricchissime scenografie di Gabriele Moreschi, sceglie di confrontarsi con il testo di Jaja Fiastri e Bernardino Zapponi, riportando in scena una commedia amatissima dai romani anche grazie alle musiche attualissime firmate dal grandissimo Armando Trovajoli trent’anni or sono.

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Amy Bergamo e Francesco Pannofino

Se voi poteste scegliere di riavvolgere il nastro della vostra vita tornando indietro ad unico giorno per mutare, con il senno di poi, il corso del destino, quale scegliereste?

Questa domanda accompagna le sorti di Adelina, la protagonista, impersonata dalla straordinaria Emy Bergamo, già interprete in Rugantino che, anziana ormai, e rimasta sempre nubile a vivere una vita senza affetti familiari, spegne le candeline affidando alla fiamma il desiderio di poter tornare indietro, agli anni della sua giovinezza, per sposare un principe che rifiutò da giovane. Se il tempo fosse un gambero, giura, lei, la possibilità di fare retromarcia, l’afferrerebbe al volo.

Quando le cose si desiderano tanto ardentemente, si sa, a volte il diavolo ci mette lo zampino per renderle possibili, soprattutto se il pensiero ha del peccaminoso e in palio c’è un’anima pura prossima al trapasso.

E’ così che Satana sguinzaglia un suo demone un po’ goffo, il bravissimo Pannofino, che tra equivoci, gags e canzoni, si rivela un artista a tutto tondo, poliedrico come pochi, eccezionale nella parte del diavolo, allo stesso tempo cattivo e inconcludente che trasporta la virtuosa Adelina nella Roma di 60 anni fa, quella della sua giovinezza, tra i banchi del mercato di Campo de’ Fiori dove da ragazza vendeva la frutta con sua madre, nei luoghi in cui avvenne l’incontro galante con il principe.

Ora che il tempo è diventato un gambero, Adelina è di nuovo giovane e vive un’altra occasione per far andare diversamente le cose, completamente dimentica di aver già vissuto quel momento, così anche tanti anni a venire. Tutto può essere riscritto e Satana spera che ciò accada per farla cadere in tentazione e poi rubarle l’anima.

Tra la voglia di allungare le mani del principe Poniatowskij, si succedono le preghiere della madre, la Sora Lalla, e della Comare, la sora Cleofe, perché Santa Pupa, patrona delle zitelle, si occupi di far convolare a nozze, con quell’uomo di rango, la bella ragazza che, ormai ventenne, continua a credere nell’amore a prima vista.

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Intanto, mentre Adelina sogna l’amore, giri di rubamazzo e scambi di servitori, come nelle vecchie commedie plautine, aiutano la commedia a procedere frizzante e veloce, senza mai un momento di stanca e un allentamento nel ritmo.

La musica, esuberante e dal ritmo orecchiabile, coinvolge e appassiona, mentre l’aria di Roma si respira dai modi e dai detti e colora la sala della vivacità popolare come solo Trovajoli avrebbe potuto fare.

Se il tempo fosse un gambero potremmo cambiare la nostra natura per modificare il corso delle cose? O potremmo avere nuove possibilità?

E… Se il tempo fosse un gambero?, con la sua nuova edizione targata Viola Produzioni, si conferma un grande classico, capace di far ridere, riflettere ed emozionare.

Siamo usciti canticchiando con gli occhi che brillavano: sarebbe bastato solo dirvi questo per recensire lo spettacolo…

 

Se il tempo fosse un gambero che a retromarcia va,

facciamo che l’ipotesi diventi una realtà

potresti ripercorrere la vita in su e in giù

scegliendo di rivivere il giorno che vuoi tu

e ritrovarti giovane scegliendoti l’età

se il tempo fosse un gambero che a retromarcia va.

Mi piacerebbe pure a me ti piacerebbe pure a te

ci piacerebbe pure a noi e pure a voi

adesso ancora non si può ma forse un giorno si potrà

soltanto il gambero lo sa…

 

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