SE CREDETE CHE IL SECIT SIA UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO NON AVETE VISTO LA SCUOLA VANONI

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Nella Scuola superiore dell’economia e delle finanze si aggirano, quando trovano il tempo di frequentarla, eroici stakanovisti della PA, personaggi capaci di ricoprire insieme il ruolo di controllore e controllato e di scambiarsi i compiti con straordinaria versatilità. E’ un gioco dei quattro cantoni in cui quello che lì è Presidente qui è Prorettore e quello che lì è Consigliere qui è Capo dipartimento e viceversa. Tanto che per orientarci in questa specie di Kamasutra abbiamo dovuto perfino preparare una tabella degli incarichi. I cui compensi sono stati nel frattempo aumentati del 180 per cento. Ma l’esempio di cumulo di incarichi viene proprio da Tremonti, che è insieme Vice presidente del consiglio e Ministro dell’economia e delle finanze e quindi possiede due Gabinetti e può contare su due Capi di gabinetto, due Vice capi di gabinetto, due Aiutanti di campo e via via 36 commessi, 68 autisti, due scorte che nella confusione si inseguono l’una con l’altra mentre in confusione va lo stesso Tremonti che fatica sempre a capire in quale Gabinetto in quel momento si trova. Forse sarà per questo che la Finanziaria gli sta riuscendo così male

Articolo di Antonio Venier

Contrappunti ha già avuto modo in un precedente articolo di occuparsi della Scuola Tributaria Ezio Vanoni, recentemente ribattezzata Scuola Superiore dell’economia e delle finanze: un pensiero gentile per non far rivoltare nella tomba l’integerrimo ex ministro inventore del 740. Abbiamo citato un giudizio della Corte dei Conti, giustamente preoccupata che i compensi dei docenti e responsabili della Scuola fossero lievitati da un anno all’altro in modo forse un po’ esagerato. Nel corso del 2004 sono stati infatti rideterminati retroattivamente, a partire dal 2001, i compensi per il rettore, il prorettore, i capi dipartimento e i docenti ordinari (in numero di 22 con due unità in più rispetto al precedente esercizio) aumentando mediamente del 180 per cento il precedente trattamento (l’indennità di carica spettante ai docenti passa, ad esempio, da 65 milioni di lire a 60.000 euro a regime). A prima vista l’aumento sembrerebbe pesante, ma se guardate bene potete notare che i suoi promotori non hanno fatto altro che applicare il cambio lira-euro adottato da osti e commercianti: mille lire uguale un euro. Non è quindi il caso di scandalizzarsi.

La girandola delle nomine
Proviamo adesso a vedere come vanno le cose nell’ambito dei docenti; la cui scelta – come ha ricordato lo stesso Ministero in risposta a un’interrogazione dell’on.le G. Benvenuto – “deve ricadere, oltre che su professori universitari, su magistrati, avvocati dello Stato e dirigenti di ruolo dell’Amministrazione”
Ma chi sceglie chi? Ovviamente è il Ministro che sceglie e l’istruttoria viene svolta dai suoi collaboratori. Chi sono i collaboratori del Ministro? Altrettanto ovviamente, i vertici degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
E per non sbagliare, perchè non cominciare a scegliere prima di tutto sé stessi? Chi, al di fuori e al di là di questi vertici, può dare le stesse garanzie di professionalità, serietà, fedeltà?
Ecco quindi (lo abbiamo già visto in altro articolo) che il Capo di gabinetto istruisce la nomina di se stesso a docente e poi a Rettore della Scuola. Ecco la nomina del Presidente del SECIN – Servizio di controllo interno (Francesco Tomasone, proveniente dalla Corte dei Conti) a Docente, Capo del Dipartimento Scienze aziendali e Prorettore della Scuola. Quella del Capo Ufficio legislativo del Ministero dell’economia e delle finanze (Gaetano Caputi, proveniente dal Tar) a Docente e a Capo del Dipartimento scienze giuridiche della Scuola; quella del Vice Capo Gabinetto del Ministro Tremonti (Marco Pinto, proveniente dal Consiglio di Stato) a semplice Docente (non essendo evidentemente disponibili altri incarichi); quella del Capo di Gabinetto del Vice Presidente del Consiglio Tremonti (Marco Milanese, proveniente dalla Guarda di Finanza, ex Aiutante di Campo del Ministro Tremonti) anche lui a semplice Docente.
Quello che è interessante notare è che a ciascuno di questi incarichi corrispondono sostanziosi emolumenti: si parte dai 60.000 euro già visti per il docente, si arriva a 75.000 per il Capo Dipartimento, 90.000 per il Prorettore, 130.000 per il Rettore.

Il kamasutra degli incarichi
Interessante anche osservare che gli incarichi citati non esauriscono certo l’insieme dei compiti (anch’essi ovviamente retribuiti in modo separato) dei personaggi che li ricoprono. Ad esempio Fortunato è anche Componente del comitato di coordinamento del SECIT e Coordinatore dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’economia e delle finanze e proprio nei giorni scorsi è riuscito (le elezioni incombono e Tremonti all’Economia non sarà eterno) a farsi nominare anche componente del Consiglio Superiore della Giustizia Amministrativa, che è un po’ come il CSM per il ramo amministrativo (sommando i vari incarichi, qualcuno ritiene che possa guadagnare almeno 600.000 euro lordi l’anno ma noi non ci avventuriamo in simili calcoli, pensiamo che solo lui potrebbe dirci quanto guadagna – se volesse, naturalmente). Alla Scuola, nelle rare occasioni in cui la frequenta, il Rettore può avere il piacere di incontrare sua moglie, Paola Palmarini, lì occupata come Docente, di impartire qualche disposizione alla Direttrice amministrativa Concetta Zezza (che guarda caso è anche Direttore generale dell’Ufficio di gabinetto – cioè del “suo” ufficio) e potrebbe – se non fosse stata nominata Vice direttore generale dei Monopoli di Stato – scambiare un saluto con la sorella del Ministro delle politiche agricole, Gabriella Alemanno.

Persone indaffaratissime
Quanto alla appena citata dott.ssa Zezza, oltre ad essere Direttrice amministrativa della scuola e Direttore generale dell’Ufficio di gabinetto è anche componente del comitato di gestione dell’Agenzia del Demanio e del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPDAP.
Il prof. Tomasone è consigliere giuridico del Capo di gabinetto oltre che componente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPDAP (e come già detto in lui coincidono allo stesso tempo le figure di valutatore e valutato visto che in qualità di Presidente del Servizio di controllo interno valuta la SSEF e il suo Direttore amministrativo e come membro della Scuola ossia Prorettore, Capo Dipartimento e Docente stabile della medesima è valutato da se stesso in qualità di Presidente del Servizio di controllo interno). Il dott. Marco Milanese è anche componente del comitato di gestione dell’Agenzia delle Entrate. Il prof. Marco Pinto fa parte anche del Consiglio di amministrazione della Demanio Spa.
La dott.ssa Patrizia Nardi, dirigente della Segreteria del Capo di Gabinetto Fortunato è anche Esperta del Servizio consultivo ed ispettivo tributario nonché membro effettivo sia del Collegio sindacale della Demanio Servizi Spa (società di proprietà dell’Agenzia del demanio per il 94%) sia del Collegio dei revisori dei conti dell’Agenzia delle Entrate; Gaetano Caputi è anche componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria.

Ma chi insegna?
Riesce difficile, probabilmente, a chi ricopre incarichi così numerosi ed importanti trovare il modo di mettersi anche ad insegnare. Per questi motivi sembra che l’insegnamento effettivo nella Scuola sia molto spesso affidato a soggetti esterni che percepiscono, si dice, compensi che dai 130 possono arrivare fino ai 200 euro l’ora (assai più elevati, quindi, delle medie di mercato) e che sono scelti, c’è da credere, con gli stessi criteri con cui sono scelti i docenti interni.

Le stranezze
C’è forse qualcuno – ma non noi – che troverebbe strano, in capo alla stessa persona, il cumulo di posizioni didattiche e dirigenziali nella scuola con responsabilità di vertice nello stesso Ministero da cui la scuola dipende, come ad esempio accade per Rettore, Prorettore, due Capi Dipartimento, Direttore Amministrativo della scuola che sono rispettivamente il Capo Gabinetto e componente del Consiglio di giustizia amministrativa, il Presidente del Servizio di controllo interno, il Capo dell’Ufficio Legislativo dell’Economia, il dirigente generale dell’Ufficio di gabinetto, il Capo di Gabinetto e il Vice Capo Gabinetto del Vice presidente del Consiglio. Intrecci così complicati – una specie di kamasutra di incarichi – che noi stessi per poterci orientare abbiamo dovuto predisporre una tabellina.
Ma intrecci con i quali, è proprio il caso di dirlo, si riesce veramente a collocare l’uomo giusto al posto giusto.

Un caso "di scuola"
Crediamo infatti che quello della Scuola dell’economia e finanze sia un autentico “caso di scuola”, ci si perdoni il bisticcio, per mostrare come un gruppo ben affiatato e collaudato di dirigenti riesce a ricoprire funzioni e svolgere attività che altrimenti richiederebbero il triplo di personale.
E’ appena uscito un bellissimo libro intitolato “Il costo della democrazia”, nel quale due senatori ds, Cesare Salvi e Tommaso Villone, descrivono con grande efficacia il progressivo svuotamento del sistema dei controlli amministrativi attraverso meccanismi di varia natura. Uno di questi consiste nel dare ai controllati il potere di nominare propri rappresentanti negli organi di controllo. Non ci pare però si siano fermati a considerare le altre interessanti possibilità aperte dall’esperienza della Scuola. Speriamo possa accadere nella seconda edizione.
Intanto però fa bene la Corte dei Conti a non occuparsi di queste situazioni, che testimoniano non certo una famelica caccia agli incarichi, non certo un’irrazionale gestione della cosa pubblica ma una grande disponibilità a sacrificarsi nell’interesse del miglior funzionamento della macchina ministeriale.
Certo a qualcuno potrà apparire strano che in un clima di crescente consapevolezza delle difficoltà del paese con l’impegno da parte degli stessi parlamentari di una riduzione delle loro indennità, ci sia un gruppo di dirigenti, sia pure (dobbiamo presumerlo) di alta e altissima professionalità, che riescono a sommare cospicue indennità ai propri già consistenti compensi mentre non si riesce ad avere per il  comparto del pubblico impiego il rinnovo dei contratti, nei tempi dovuti e con cifre che rispecchino almeno l’inflazione reale.
Ma queste sono valutazioni demagogiche che assolutamente non condividiamo.

L’INTRECCIO DEGLI INCARICHI

Incaricati Provenienza  Incarico n. 1 Incarico n. 2 Incarico n. 3 Incarico n. 4
  Vincenzo
FORTUNATO
 Tar Capo di
gabinetto
del MEF
Rettore SSEF Docente
SSEF
Componente
Comitato
Cordinamento
del Secit (*)
  Francesco
TOMASONE
Corte
dei Conti
Presidente
SECIN – MEF
Prorettore
SSEF
Docente
SSEF
Componente
Consiglio
di indirizzo e
vigilanza
dell’INPDAP
 Gaetano
CAPUTI
Tar Capo Uff.
leg.vo
Economia MEF
Capo
Dipartimento
SSEF
Docente
SSEF
 
 Marco
PINTO
Consiglio
di Stato
Vice Capo
Gabinetto MEF
Docente SSEF Consigliere
nel Consiglio
di amm.ne
della Demanio
Spa
 
  Concetta
ZEZZA
 MEF Direttore
Generale
Gabinetto MEF
Direttore
Amministrativo
SSEF
Componente
del comitato
di gestione
dell’Agenzia
Demanio
Componente
Consiglio
di indirizzo e
vigilanza
dell’INPDAP
  Marco
MILANESE
 Guardia
di Finanza
Capo Gabinetto
del Vice Presidente
del Consiglio on.le
Tremonti
Docente SSEF Componente
del comitato
di gestione
dell’Agenzia
delle Entrate
 
Patrizia
NARDI
MEF Dirigente Uff.
Gabinetto Capo
Segreteria
dr. Fortunato
Esperta
del Servizio
consultivo
ed ispettivo
ributario
Membro
del Collegio
dei revisori
dei conti
dell’Agenzia
delle Entrate
Membro
del Collegio
sindacale
della Demanio
Servizi Spa

(*) manca spazio per indicare gli altri incarichi

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