Risate a crepapelle per una meravigliosa catastrofe
Che disastro di Commedia, al teatro Brancaccio di Roma dal 5 all'8 aprile

Risate a crepapelle per una meravigliosa catastrofe

Divertimento travolgente a dispetto del titolo. “Che disastro di commedia”, in scena al teatro Brancaccio dal 5 all’8 aprile per la regia di Mark Bell, è una contraddizione in termini rispetto alla sua concretizzazione sul palco: la parodia comica di una storia di macabri omicidi si trasforma in un’esilarante cavalcata tra gag irresistibili in cui il caos è in realtà maschera di perfezione tecnica.

 

Che disastro di Commedia, al teatro Brancaccio di Roma dal 5 all’8 aprile

 

Uno di quegli spettacoli che rimangono impressi nella memoria suscitando un sorriso anche a distanza di tempo. L’identikit corrisponde pienamente a “Che disastro di Commedia”, in scena al teatro Brancaccio dal 5 all’8 aprile. Lo show inizia ancor prima che si spengano le luci, quando alcuni attori si aggirano in platea come se stessero cercando qualcosa, suscitando domande tra il pubblico che non ha la minima idea della tempesta d’ilarità che sta per investirlo.

Una storia di omicidi misteriosi da romanzo giallo muta da subito nella più ironica delle parodie, dove l’approssimazione e la grossolanità di una sgangherata banda di interpreti si trasforma nell’esatto contrario: Talento, tempismo, precisione. E tante risate, nel puro spirito de le Comiche. La scenografia poi è parte fondamentale: Smottamenti e crolli d’ogni tipo, per fortuna senza conseguenze per l’incolumità generale grazie alla perizia con cui vengono gestiti, interagiscono con i protagonisti in un dialogo continuo, contribuendo all’ottimo impatto delle scene.

Anima dell’opera è quel caos magistralmente orientato e plasmato per accentuare la buona riuscita delle battute. “Il pubblico non si è accorto di nulla” è il mantra comico ripetuto ad ogni imprevisto rovinoso dai performers, ragazzi e ragazze che si dimostrano affiatati e preparati: Luca Basile, Alessandro Marverti, Valerio Di Benedetto, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Stefania Autuori, Viviana Colais e Gabriele Pignotta sono gli artefici di una serata molto piacevole. La platea ripaga con lunghi applausi, il vero termometro del successo.

“Che disastro di Commedia” è un trionfo che vive dietro, e grazie, a una sventura. Una serie di rovesci e calamità che distruggerebbero qualunque carriera all’istante tra battute mancate e sbagliate e dissesti assortiti, qui sono le fondamenta della vittoria. Gli Stanlio e Ollio del Brancaccio creano così, con la loro parodia non dichiarata, combinazioni coinvolgenti. Al termine della serata il pensiero è già rivolto alla prossima occasione in cui si rivedrà questa incredibile squadra di meravigliosi pasticcioni che fa sganasciare dal ridere. Tutt’altro che un disastro.

Che disastro di Commedia, al teatro Brancaccio di Roma dal 5 all’8 aprile

 

 

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