Quando la bellezza diventa una bestia

Quando la bellezza diventa una bestia

La Bella è la Bestia di Massimo Natale e Ennio Speranza, in scena al Teatro Golden di Roma fino al 20 marzo, si propone come uno spettacolo leggero ma ricco di spunti di riflessione: un’occasione ideale per ridere con intelligenza.

A dirla tutta su questa commedia è già, in se stesso, il titolo, dove una favola che si avvale di una congiunzione ad unire due figure tanto antitetiche, qui utilizza un verbo per sovrapporle. Però, in qualche modo, resta una favola, magari anche più attinente ai giorni nostri.

Giulia è bella e razionale, una psicoterapeuta affermata che ha come segretaria Barbara, affidabile amica prima ancora che assistente del suo studio. Sarà proprio la pragmatica Barbara a consigliare all’amica di camuffare il suo bell’aspetto per risolvere il problema del costante innamoramento dei suoi pazienti.

La bellezza si rivela da subito un’arma di seduzione ma insieme anche il limite per farsi conoscere davvero. L’aspetto arriva prima e per chi è meno avvenente è più dura la lotta per rompere il ghiaccio iniziale ma, del resto, è più complesso per chi è molto piacente scoprire se gli altri sono interessati alle proprie qualità interiori almeno altrettanto che a quelle esteriori. E questo spaventa e irrigidisce.

Il tema della bellezza si innesta poi su quello del binomio che si instaura tra emotività e razionalità. Quando ci si sbilancia solo sull’una di queste due componenti diventa difficile, ci dicono dal palco, barcamenarci tra le evenienze quotidiane e si rischia di apparire grotteschi e ridicoli.

Alessandro, un paziente in cura da Giulia, estremamente emotivo e addirittura ipersensibile, si propone come l’esatto opposto della razionalità della sua terapeuta. In quel confronto ci si chiederà se anche lei non abbia bisogno di cure. Lo scranno su cui siede la metodica dottoressa vacillerà quindi, ad un tratto, nel confronto con chi vive tutto con slancio utilizzando le emozioni come cassa di risonanza per i propri pensieri. Nel frattempo Barbara aiuterà Camilla, l’ex fidanzata di Alessandro, a ritrovare il giusto spazio di autonomia perché l’amore non può essere fusione e presenza imposta, ma piacevole condivisione.

Gli inserti musicali a sottolineare gli stati d’animo dei personaggi e a creare allegria e atmosfera sono sapientemente orchestrati e anche la scelta del teatro, con i suoi posti disposti ad arena attorno agli attori, creano intimità e partecipazione, favorendo l’immedesimazione nella brillantezza del testo.

Simone Gandolfo, Raffaella Rea, Annalisa Favetti e Julie Ciccarelli sono straordinari e danno il massimo, coinvolgendo il pubblico in questo spettacolo ironico, intelligente e anche sentimentale che non vi pentirete di vedere!

 

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