Q’ 16a, la Quadriennale d’arte torna a raccontare la contemporaneità

Q’ 16a, la Quadriennale d’arte torna a raccontare la contemporaneità

Art documentation by Todd-White

Quayola Laocoön ΔD20-Q1, 2016 Marmo bianco polverizzato 234×131×124 cm Courtesy dell’artista e bitforms gallery, New York – Art documentation by Todd-White

 

Il Palazzo delle Esposizioni è luogo ideale per ritrovarsi in un graditissimo incontro, quello con le produzioni culturali dei nostri tempi.
Dal 13 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017, nello splendido museo di Via Nazionale a Roma, la sedicesima edizione della Quadriennale d’arte, dal titolo “Altri tempi, altri miti”, si offre finalmente all’attenzione del pubblico dopo una pausa durata otto anni.

Il grande interesse per il ritorno del celebre appuntamento, lungamente attesso, era comprensibile ed è stato degnamente ripagato. I visitatori che accorreranno non avranno certo di che lamentarsi, viste le proposte e i numeri di un evento che non lascerà indifferenti.

La mostra, inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme ad altre personalità tra cui il Presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma Franco Bernabè, si sviluppa al Piano Nobile dell’edificio su oltre 2 mila metri quadrati.
Presenta 10 sezioni espositive ideate da 11 curatori, 99 artisti con 150 opere, tutte recenti, molte realizzate per l’occasione. Il percorso affascina sin dall’inizio, da quella Rotonda Centrale che si anima di performance, incontri, proiezioni che sono parti integranti dei vari progetti. Un viaggio nella creatività e nei colori della fantasia assolutamente libero e stimolante.

Il sentiero narrativo dell’esposizione, ispirato alla raccolta “Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta” (1990) dello scrittore Pier Vittorio Tondelli (1955-1991), conduce attraverso l’Italia in tutte le sue molteplici anime artistiche e culturali contemporanee. Un’analisi puntuale di temi ed emozioni che vive in ogni creazione, dall’individuo alla società, dalla politica all’economia, dall’identità alla memoria.

Fino agli inizi dell’anno nuovo sarà così possibile passeggiare tra le inquietudini e le problematiche della nostra società in vorticoso mutamento, colte dagli artisti e cristallizzate nelle loro opere come ad offrire una vera fotografia dell’esistente, volgendo tuttavia lo sguardo a ciò che potrebbe essere.  

 

Marco Bombagi

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