Omicidi al ritmo di filastrocca tra le statuine di Agatha Christie
10 piccoli indiani, regia di Ricard Reguant. Al teatro Brancaccio dal 20 al 22 aprile

Omicidi al ritmo di filastrocca tra le statuine di Agatha Christie

Nigger Island e i suoi oscuri delitti giungono al teatro Brancaccio. Nella sala romana dal 20 al 22 aprile rivivono i 10 piccoli indiani della celebre autrice britannica, la cui prosa acuta e appassionata ha segnato la storia del romanzo giallo. Opera complessa da portare sul palco per ritmo e accuratezza nel narrare i personaggi. Attori bravi nel superare i momenti di difficoltà.

10 piccoli indiani (e poi non rimase nessuno) di Agatha Christie, regia di Ricard Reguant, al teatro Brancaccio dal 20 al 22 aprile

 

Come reality show non sarebbe male: un’isola in cui i concorrenti muoiono uno dopo l’altro in circostanze macabre, tra filastrocche angosciose e statuine di porcellana che svaniscono misteriosamente ad ogni omicidio: share alle stelle. A ben vedere però occorrerebbero personalità talentuose e capaci, come sono gli attori sul palco del Brancaccio, per trasmettere al pubblico tutte le emozioni e il fascino di 10 piccoli indiani e poi non rimase nessuno. Dalla magistrale penna di Agatha Christie, per la regia di Ricard Reguant, dal 20 al 22 aprile la celebre sala di Via Merulana si immerge nelle atmosfere tormentate e conturbanti del romanzo giallo.

Non facile portare sul palco un libro del genere: il ritmo serrato degli avvenimenti non soffoca la meticolosità, da parte dell’autrice, nell’indagare la psicologia dei personaggi. Nella versione pregevole di Ricard Reguant e Gianluca Ramazzotti si registrano alcuni momenti di appannamento nel fluire del racconto, ma nel complesso lo scenario incalzante e i colpi di scena arrivano appieno nella loro energia. Il pubblico si cala in quell’ambiente chiuso e opprimente in cui si svolgono i fatti. Una prigione all’apparenza confortevole in cui ben presto i sensi di colpa, dapprima repressi, deflagrano dinanzi all’evidenza delle accuse per poi dilagare in un crescendo di sospetti e meschinità.

L’isola solitaria e selvaggia, nella sua natura incontaminata, si trasforma da location ideale per una vacanza romantica ad autentico patibolo. Dieci vite marchiate da un passato oscuro si scopriranno fragili come le inquietanti statuine di porcellana, che corrispondono ad ognuno degli ospiti in casa, che si infrangono o scompaiono. Dopo anni di impunità una legge diabolica e distorta raggiunge così gli imputati del signor U.N.Owen, lo “sconosciuto” e sadico giustiziere di Nigger island.

Lo spettacolo del Brancaccio riesce a restituire le emozioni di un grande libro, pur nelle difficoltà di un racconto dai molteplici e sfaccettati aspetti. La complessità dei personaggi viene affrontata con successo dagli attori, la cui bravura viene sottolineata proprio dalla delicatezza della prova sostenuta. 

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