NUOVA SPECIE ANTROPOLOGICA, L’IDIOTA RIDENS. POST IT PER ENZO BIAGI

NUOVA SPECIE ANTROPOLOGICA, L'IDIOTA RIDENS. POST IT PER ENZO BIAGI
Carissimo Enzo, dal paradiso dei giornalisti dove ora ti trovi ti capiterà spesso di guardare con raccapriccio nella vostra tv ad altissima risoluzione un personaggio alto e moro che trascorre le serate passando da un salotto televisivo all'altro, sempre ridendo – sghignazza perfino ai funerali di stato – a volte prestandosi (nel suo curriculum c'è scritto “faccio tutto”) a penose esibizioni di ballo.
E' l'IDIOTA RIDENS, nuova specie antropologica ora arrivata  anche in Consiglio dei ministri, uno che leggendo male i numeri ha raccontato ai giornalisti che l'Italia si è scaldata dieci quattro volte più del resto del mondo facendo infuriare perfino il fratello di Prodi. Uno che ha detto sempre di no a tutto, a cominciare dalle discariche e dai termovalorizzatori che  si cercava di installare in Campania, e che essendosi alla fine trovato in contrasto con il Commissario straordinario Bertolaso ha detto a Prodi “O lui o io”, riuscendo a mandare a casa l'unica persona che poteva forse aggiustare le cose. Uno che adesso che il bubbone è scoppiato e un'intera regione soffoca sotto cumuli di immondizia, sempre continuando a esibire il suo solito ghigno – e naturalmente respingendo con forza qualunque idea di dare le dimissioni – ha dovuto accettare non più uno ma ben tre termovalorizzatori e per giunta la nomina dell'ex capo della polizia a commissario straordinario insieme a un generale dell'esercito. In pratica il commissariamento della società civile e politica campana, mentre i primi treni carichi di rifiuti stanno partendo, a spese nostre naturalmente, per la Germania e per la Svizzera, le prime navi per la Sardegna, il resto nel Lazio e nelle altre poche regioni disponibili, e tutto il mondo ride di noi. Anche perché sanno che per portare via le ecoballe accumulate in Campania ci vorrebbero 109 Tir al giorno per cinque anni. Ecco il risultato di una intelligente politica ambientalista.
Caro Enzo, so che ci guardi dall'alto preoccupato e forse rimpiangi quella volta che salutando la nostra vittoria alle elezioni del 10 aprile 2006 e il varo del governo Prodi scrivesti “E' finita l'ora del dilettante”. Certo non  abbiamo più  i Castelli e i Calderoli ma, ahimè, al loro posto abbiamo messo i Mastella e i Pecoraro. E l'alternativa adesso – dopo questo sconquasso che certo avrà riflessi anche sugli orientamenti di voto, sia al nord che al sud – è quella di passare di nuovo dai buffoni ai razzisti. Caro Enzo, vedi da lassù se ci puoi aiutare. Se almeno riuscissi a far andare a casa l'homo ridens altrimenti detto Pecoraro Scanio – che non è certo il solo, ma sicuramente uno dei maggiori responsabili insieme a governatori, sindaci, gestori di consorzi, commissari, comunisti ambientalisti oltranzisti, mafiosi e camorristi, senza dimenticare industriali, preti e vescovi che anche loro hanno dato un bel contributo – già sarebbe un segnale importante. Ma temiamo fortemente che anche per te sarebbe un compito disperato. 

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