“Non abbiamo bisogno di immigrati” / Falsi miti sull’immigrazione #1
(fonte immagine: www.ispionline.it)

“Non abbiamo bisogno di immigrati” / Falsi miti sull’immigrazione #1

Contrappunti.info inaugura una serie di articoli dedicati all’immigrazione e ai falsi miti ad essa connessi. Si tratterà di otto traduzioni estrapolate dal dossier “IS WHAT WE HEAR ABOUT MIGRATION REALLY TRUE? QUESTIONING EIGHT STEREOTYPES” realizzato dal Migration Policy Centre.


 

Traduzione di Adalgisa Marrocco

Titolo originale: Stereotype 1 / “We do not need migrants”

Fonte: IS WHAT WE HEAR ABOUT MIGRATION REALLY TRUE? QUESTIONING EIGHT STEREOTYPES, Migration Policy Centre

Si tratta di una credenza comune che il fenomeno immigrazione causi danni alle società europee, e che l’Unione Europea godrebbe di miglior salute se gli immigrati fossero di meno o del tutto assenti.

(fonte immagine: www.ispionline.it)

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Tali convinzioni sono fuorvianti e rischiano di provocare gravi danni all’economia dell’UE, agli standard di vita e alla gestione globale, se vengono utilizzati come base per la politica.

L’Unione Europea sta decrescendo. All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, l’UE27 contava il 14,5% della popolazione mondiale. Oggi, con una popolazione totale di 500 milioni, il peso relativo dell’UE è stato dimezzato (7%). L’EUROSTAT prevede che, in mancanza del fenomeno immigrazione, la popolazione complessiva dell’UE27 nel 2050 conterà 58 milioni di individui in meno rispetto al 2010. Se l’UE continuerà a decrescere in popolazione, una conseguenza inevitabile sarà la perdita di rilevanza nell’ambito degli affari e dei rapporti internazionali.

L’UE sta anche invecchiando. Si è postulato un aumento del quoziente anziani dal 28% del 2010 al 44% nel 2030, e questo significa che la percentuale di persone che accederanno alla pensione ed altri sistemi previdenziali li aumenteranno da poco più di un quarto a quasi la metà (si noti che il quoziente anziani è il rapporto tra percentuale di  persone anziane [età 65+] per 100 persone in età lavorativa [di età compresa tra 20-64 anni]). Questo renderà insostenibile il mantenimento dei sistemi previdenziali.

Inoltre, la forza lavoro UE sta invecchiando rapidamente. Il numero di giovani nel mondo del lavoro, con competenze all’avanguardia, calerà di un quarto nei prossimi 11 anni senza ulteriori fenomeni migratori. Invece, il numero di lavoratori anziani (età  45+) rimarrà più o meno costante. Tale “invecchiamento” delle competenze influenzerà negativamente sulla competitività dell’UE a livello globale.

La crescita naturale e l’incorporazione di Stati attualmente aderenti non saranno sufficienti ai fini di un’inversione di tendenza.  Tuttavia, l’immigrazione offre una soluzione per mitigare gli effetti di questi fenomeni. La prosecuzione dell’accoglienza nei riguardi di giovani migranti in età lavorativa potrà: rafforzare la forza lavoro dell’UE; aiutare i sistemi previdenziali a pagare il dovuto; contribuire alla competitività globale dell’Unione.

Grafico tratto dall'articolo "We do not need migrants" del Migration Policy Centre

Grafico tratto dall’articolo “We do not need migrants” del Migration Policy Centre

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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