Nanga Parbat, Eli e Tomek tornano in patria
Daniele Nardi al Campo Base con la bandiera dei diritti umani (foto gruppo Facebook Daniele Nardi)

Nanga Parbat, Eli e Tomek tornano in patria

Daniele Nardi al Campo Base (foto gruppo Facebook Daniele Nardi)

Daniele Nardi al Campo Base (foto gruppo Facebook Daniele Nardi)

Eli e Tomek stanno bene, nonostante quest’ultimo abbia riportato una lieve ferita ad una gamba cadendo in un crepaccio. Entrambi gli scalatori però hanno dovuto abbandonare il progetto e lasciare la spedizione per tornare in patria.
Per Daniele e Roberto, invece, sollevati dopo aver rivisto i compagni che si erano allontanati per diversi giorni dal team per tentare la vetta da soli, l’avventura prosegue.  Queste le ultime notizie dal Campo Base del Nanga Parbat, gigante himalaiano alle pendici del quale si sta narrando una grande storia di sport e di vita.

“Oggi 21 gennaio alle 6:00am Elisabeth Revol senza nessun preavviso è partita. L’abbiamo scoperto al nostro risveglio (ore 8.00am)”. Inizia così l’ultimo comunicato stampa di Daniele Nardi, alpinista italiano da cui prende il nome la spedizione sul Nanga Parbat, in riferimento agli sviluppi della vicenda di Elisabeth Revol e Tomek Mackiewicz, compagni di spedizione di Nardi e Roberto Delle Monache, che si erano allontanati per oltre 10 giorni autonomamente per tentare la vetta da soli, e successivamente erano tornati al Campo Base.

Ieri mattina mi aveva comunicato il suo desiderio di restare per un eventuale ulteriore tentativo alla vetta, possibilità che sarebbe stata da me valutata dopo aver verificato la ripresa fisica di Elisabeth e aver chiarito ogni malinteso”, aggiunge Nardi. “Ho messo a sua completa disposizione il nostro computer ed il collegamento ad internet per comunicare con i suoi familiari; dopo varie mail con il marito sembrava aver risolto le difficoltà sia sul lavoro che a casa e decide di rimanere .

Sembrava tutto risolto, ma al risveglio ci si accorge che la notte non ha portato consiglio. “Sempre questa mattina apprendiamo da Altaf, unico poliziotto rimasto, che ieri, nel tardo pomeriggio, dopo le 5pm circa, Elisabeth ha organizzato i bagagli per andare via la mattina successiva, cioè oggi (21 gennaio), portando con se uno dei cuochi che gli farà da portatore e da un poliziotto che l’accompagnerà”.

Una partenza, quella di Elisabeth, “non pianificata e né comunicata” che ha causato “notevoli difficoltà a Tomek che, impossibilitato a camminare velocemente dopo il brutto incidente ed avendo bisogno di assistenza per scendere fino all’ospedale di Gilgit, si ritrova senza due persone che erano state programmate per lui”.

L’alpinista polacco ferito infatti si vede a quel punto costretto a scendere “da solo alle 11.30 am, mezzo zoppo e con principi lievi di congelamento alle dita dei piedi”. Tomek nonostante tutto prende con filosofia il comportamento della compagna di cordata e sorridendo dice: “Elisabeth è molto concentrata su se stessa”.

“Questa mattina”, sottolinea Nardi nella nota, “lo abbiamo medicato, gli abbiamo dato l’eparina (medicinale che fluidifica il sangue e aiuta un recupero dei congelamenti) per i principi di congelamento e poi lo abbiamo quasi costretto a scendere per andare in una zona a maggior pressione e ossigeno. Tenterà di scendere da programma in tre giorni”.

“Tutti hanno salutato con grande affetto Tomek”, concludono dall’ufficio stampa della spedizione, “dopo aver parlato e chiarito tante cose. Elisabeth, invece, ha abbandonato il campo base in silenzio, senza avvertire. Una scelta che ha lasciato tutti senza parole.

Al di là delle scelte sbagliate nessuno si è fatto male per fortuna, e ora Daniele, la cui pagina Facebook ha raggiunto i 5 mila amici, e Roberto possono tentare la salita più serenamente sapendo al sicuro i propri compagni tornati a casa.

 

Marco Bombagi

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