Nanga Parbat, Daniele abbandona lo sperone e tenta la via Kinshofer
Daniele e Alex a Campo 1 (foto Ufficio stampa Daniele Nardi pagina Facebook Daniele Nardi)

Nanga Parbat, Daniele abbandona lo sperone e tenta la via Kinshofer

Daniele e Alex sul Nanga Parbat (foto Ufficio Stampa Daniele Nardi danielenardi.org)

Daniele Nardi e Alex Txikon sul Nanga Parbat (foto Ufficio Stampa Daniele Nardi danielenardi.org)

 

Niente più Mummery, si tenta una nuova via. Le molte vicissitudini che hanno funestato la spedizione invernale di Daniele Nardi sul Nanga Parbat hanno portato l’alpinista italiano ad una decisione inevitabile: abbandonare il sogno dello sperone Mummery, la via che in origine avrebbe dovuto portare l’atleta di Sezze Romano e il suo team in vetta al leggendario ottomila himalaiano, per tentare la cima lungo la via Kinshofer.

“Non è stato facile per me abbandonare il sogno dello sperone Mummery che inseguo da tre anni”, racconta Nardi in una nota appena dopo aver preso atto della partenza di Roberto Delle Monache, storico compagno di cordata, causa infortunio. “Roberto non ce l’ha fatta a riprendersi dall’infiammazione al ginocchio e alla schiena. Ho scelto di unirmi alla spedizione di Alex e degli amici iraniani“. Alex Txikon è un alpinista basco giunto sul Nanga Parbat dopo un tentativo di scalata sul K2, fallito a causa di permessi negati dal governo cinese. Assieme ad altri atleti quindi, Alex ha invitato Daniele a formare un nuovo team per proseguire l’avventura.

“Quando Alex comincia a parlare”, l’alpinista italiano racconta così il giorno in cui decise di unirsi al team dell’atleta basco, “capisco che sono stati in pensiero per me, durante il mio ultimo tentativo sullo sperone. Una grossa valanga creata dal distacco dei seracchi alla sinistra dello sperone Mummery ha quasi divelto il mio campo 3 mentre io stavo scalando; in realtà io ero partito da pochi minuti ma in montagna le notizie non sempre viaggiano in fretta. Quando hanno capito che ero sopravvissuto, hanno atteso la mia discesa per chiedermi di unirmi al loro gruppo: vogliono tentare la vetta per la via normale, la Kinshofer.

A poca distanza dallo sperone Mummery, la via Kinshofer non è sconosciuta a Nardi. “Conosco bene la via”, commenta, “l’ho già percorsa nell’estate del 2008 con il mitico Mario Panzeri. Alex, Ali ed i ragazzi Iraniani sono molto forti e li trovo veramente simpatici”.

Un nuovo capitolo non meno emozionante dei precedenti, raccontato dallo stesso Nardi in quello che, da diario, si trasformerà a breve in un libro. Giorni di faticose salite nella neve oltre i 6 mila metri e lunghe pause a causa del maltempo, in attesa di avvicinarsi abbastanza alla vetta per tentarne la conquista. “Per ora aspettiamo tutti il bel tempo”, aggiunge l’atleta italiano. “Un’attesa lunga qui al campo base, ma in piena amicizia e compagnia. Inshallah qualcuno direbbe, lo dico anche io”.

 

Marco Bombagi

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