Mors tua, vita mea: la guerra delle percentuali alle Europee

Mors tua, vita mea: la guerra delle percentuali alle Europee

A poche settimane dalla tornata elettorale europea, ecco chi rischia di rimetterci faccia e votanti e chi, invece, sorriderà del risultato

di Adalgisa Marrocco

(fonte: www.giornalettismo.com)

 Le Europee si avvicinano, la resa dei conti anche. Parliamo di percentuali e di consenso. Parliamo di una sfida all’ultima promessa, all’ultimo scacco matto propagandistico, all’ultimo tweet.

Al di là dei sondaggi, partiamo dagli ultimi dati concreti delle Politiche 2013 e cerchiamo di capire, in occasione della tornata elettorale europea, chi rischia di rimetterci faccia e votanti e chi, invece, sarà destinato a sorridere del risultato. Parleremo di singoli partiti e non di coalizioni.

 Il primo a scendere in campo è il partito dell’astensionismo diventato, soprattutto negli ultimi anni e soprattutto in Italia, la forza principale. Espressione di disillusione verso politica ed istituzioni democratiche, la fetta degli astensionisti rischia di raggiungere la preoccupante soglia del 40%.

 Il Partito Democratico parte dal 25,42% alla Camera e dal 27,43% al Senato, percentuali discrete ma risultate insufficienti a dare vita ad un governo a guida Bersani. Dopo quella Caporetto a metà, era stata la volta delle malriuscite Larghe Intese di Enrico Letta e, poi ancora, del leader Matteo Renzi. Ultima speranza di un PD confuso e atavicamente privo di una guida forte, Renzi dovrebbe riuscire ad attestarsi attorno ai 30 punti percentuali per non dichiarare il proprio fallimento personale.

 Passiamo poi al M5S. Nel 2013, i “cittadini eletti” avevano registrato il 25,55% alla Camera e il 23,79% al Senato. Un risultato straordinario per un “partito non-partito” nato sul web e cresciuto nelle piazze. In questo momento, la situazione dei pentastellati è però ambigua: tra piccoli trionfi populisti e ripetuti scivoloni che hanno fatto gridare alla mancanza di democrazia interna, un’oscillazione di voti è prevedibile e rischia di costituire una marcia indietro di parecchi metri per il Movimento.

 Resta poi il centro-destra, lacerato dalla scissione tra Forza Italia e NCD. Il 21,56% alla Camera e il 22,30% al Senato conquistato dal Popolo delle Libertà nel 2013 saranno difficili da sfiorare alle Europee. Grane giudiziarie sempre più compromettenti per Berlusconi, Alfano che non ce la farà a correre da solo fino al traguardo, alleanze rimescolate e indebolite: per Forza Italia, attestarsi sotto i 20 punti percentuali costituirebbe un risultato fin troppo auspicabile.

 Restano poi i partiti e le forze minori, destinate ad un’ardua rincorsa per il salto con l’asta del 4%. La soglia di sbarramento intimorisce NCD-UDC, Lega Nord e Fratelli d’Italia nell’area di destra e centro-destra, mentre a sinistra anche l’ambiziosa Lista Tsipras non avrà vita semplice.

 Ultimissimi nella gara al raggiungimento del 4% rimangono Scelta Europea di Mario Monti, Italia dei Valori e Verdi.

 Staremo a vedere (e votare).

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*