“L’immigrazione ostacola la nostra innovazione” / Falsi miti sull’immigrazione #5
Grafico tratto dall’articolo “Migration hampers our capacity to innovate” del Migration Policy Centre

“L’immigrazione ostacola la nostra innovazione” / Falsi miti sull’immigrazione #5

 

Traduzione di Adalgisa Marrocco

Titolo originale: Stereotype 5 / “Migration hampers our capacity to innovate”

Fonte: “Is what we hear about migration really true? Questioning eight stereotypes”, Migration Policy Centre

 

Grafico tratto dall’articolo “Migration hampers our capacity to innovate” del Migration Policy Centre

Grafico tratto dall’articolo “Migration hampers our capacity to innovate” del Migration Policy Centre

Lo stereotipo secondo cui l’immigrazione ostacolerebbe l’innovazione parte dal presupposto che gli immigrati costituiscano una fetta di manodopera poco qualificata non contribuendo, quindi, allo sviluppo di una Nazione.

Dal momento che i migranti scarsamente qualificati accettano anche bassi salari, viene ulteriormente incentivata la convinzione che le imprese non investano in ricerca e sviluppo e in politiche di labour-saving (1), data l’abbondante offerta di lavoratori immigrati. Questo rallenterebbe la modernizzazione industriale e offuscherebbe le potenzialità competitive dell’Europa. Questa logica risulta fuorviante per il semplice motivo che non tutti gli immigrati sono poco qualificati.

La ricerca mostra come, sia i migranti scarsamente qualificati che quelli altamente qualificati, producano un impatto positivo sull’innovazione. Questo è dovuto al fatto che gli immigrati creano e contribuiscono alle invenzioni altrui. Un modo per accorgersi del fenomeno è esaminare le percentuali di domande di brevetto presentate scoprendo che, nei Paesi con politiche di immigrazione relativamente aperte, i settori specializzati ricevono molti più progetti rispetto a quelli di Paesi caratterizzati da politiche restrittive.

La medesima ricerca rileva che, negli stessi settori, ci sono ricadute positive anche sui salari e sull’innovazione nelle attività complementari e in altri campi. In più, gli studi dimostrano come la diversità sul posto di lavoro, sia in termini di percentuale di immigrati che dei loro Paesi di provenienza, contribuisce positivamente alla produttività. Questo è vero a livello regionale, di settore ed aziendale.

Gli immigrati scarsamente qualificati hanno un ruolo da giocare nell’innovazione. Prendendo ad esempio alcuni compiti, come quelli che spettano agli asili, essi possono svincolare i lavoratori altamente qualificati dagli obblighi famigliari, lasciandoli liberi di concentrarsi su altre attività. Ciò significa che l’immigrazione può davvero contribuire a far sì che l’Europa esca fuori dalla crisi. Essa può stimolare la competitività europea in un momento storico di intense sfide provenienti dal Sud della Corea, dalla Cina e dall’India.

 

1  Nel linguaggio economico, il complesso delle innovazioni che consentono di ridurre l’impiego di manodopera nei processi produttivi.

 

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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