L’effetto carrozzone renziano: positivo in politica, sfacelo per l’informazione

L’effetto carrozzone renziano: positivo in politica, sfacelo per l’informazione

La vittoria del PD alle Europee consacra Matteo Renzi. Il leader colma le fratture del centrosinistra, mentre la stampa rischia di perdere l’obiettività

di Adalgisa Marrocco

Per capire cosa stia accadendo in questi giorni nel nostro Paese basta fare una ricerca su Wikipedia:

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(fonte: www.lanazione.it)

«L’effetto carrozzone, o effetto bandwagon, è la considerazione secondo cui le persone spesso compiono alcuni atti o credono in alcune cose solo perché la maggioranza della gente crede o fa quelle stesse cose […] In senso letterale un il termine inglese bandwagon indica il carro che trasporta la banda musicale in una parata. Salire sul carro della banda è dunque attraente poiché permette di ascoltare la musica senza dover camminare. L’espressione “jump on the bandwagon” viene dunque usata nell’accezione di “unirsi a una tendenza sempre più diffusa”».

Il carrozzone, nemmeno a dirlo, è quello del PD di Matteo Renzi. Vi ricordate il clima delle Primarie 2012? Renzi, ancora sindaco di Firenze, veniva relegato dalla maggioranza del partito e della base al ruolo di sfidante fastidioso e presuntuoso, mentre Bersani trionfava con il 60,9% dei consensi.

A un anno e mezzo da quella competizione, stravincendo le primarie del dicembre 2013 ed insediandosi a Palazzo Chigi a febbraio 2014, Matteo Renzi riceve grande conferma di consenso grazie alle elezioni Europee. Un beneplacito dimostrato anche dai compagni di partito, all’indomani del risultato.

A saltare sul carro di Renzi ci sono un po’ tutti, soprattutto quelli che non ti aspetti. Fassina (quello di “Fassina chi?”), l’ex sfidante Cuperlo, ex giovani turchi, ex bersaniani, ex veltroniani. Insomma, un bel minestrone. E forse, dal punto di vista strettamente politico, tutto questo non è un male. Non si può peccare di ipocrisia: il problema del Partito Democratico erano proprio le numerose fratture e le troppe correnti interne quindi, se il presidente del Consiglio riesce ad essere finalmente il collante che mancava, ben venga.

Le ripercussioni dell’effetto carrozzone renziano dovrebbero invece preoccupare il mondo dell’informazione. La favola del giornalista come cane da guardia del potere rischia di andare a farsi friggere, ancora una volta.

Facciamo una veloce carrellata delle prime pagine dei giornali italiani all’indomani degli esiti delle Europee. Il Corriere della Sera ha titolato “Vince Renzi, Pd mai così forte. Battuto Grillo”; La Repubblica optava per “Trionfo per Renzi, flop di Grillo, terremoto Le Pen in Francia”; “Trionfo di Renzi, Grillo arretra” scriveva Il Messaggero;  “Vittoria straordinaria – Un forte segnale di speranza” per L’Unità. Perfino i giornali di centrodestra non hanno nascosto l’entusiasmo: “Grillo asfaltato. Renzi dilaga, Alfano rischia di sparire. Berlusconi riesce a tenere in gioco Forza Italia. Risorge la Lega Nord. Terremoto a Parigi e Londra. I No Euro davanti a tutti. Voto contro la Merkel” ha scritto Il Giornale, mentre “Renzi spegne le stelle di Grillo” per Il Tempo.

Insomma, consenso unanime. Nemmeno ai tempi del governo Monti, che doveva salvarci dal pericolo Berlusconi, si era registrato un tale entusiasmo nella stampa. E il rischio è grande: più l’informazione è accondiscendente, meno il cittadino riesce a sapere e, quando il cittadino viene tenuto all’oscuro delle magagne, state pur sicuri che nelle stanze dei bottoni si provvederà a comportarsi come i topi quando il gatto non c’è.

Il carrozzone che deve preoccuparci non è quello del Partito Democratico, è quello del giornalismo dedito alla filosofia della banderuola. La perdita di obiettività è sempre un pericolo.

 

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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