Le smodate ambizioni del Sindaco decisionista

Roma, 4 Aprile 2013     di
Renzi rompe gli indugi e, nell’intervista  ad Aldo Cazzullo ,   Corriere della Sera di oggi,  critica il Presidente Napolitano e il segretario del PD Bersani perché perdono tempo a insistere per formare un nuovo governo. Si dice pronto per le primarie e per il voto a fine giugno. L’argomento principale è inconsistente ma molto ripetuto da analisti e commentatori. A oltre un mese dalle elezioni  non abbiamo ancora un governo. Renzi e tutti gli altri dimenticano che negli Stati Uniti passano circa 75 giorni prima che si insedi a Gennaio in nuovo Presidente eletto a Novembre. Ma in Itala tutti vorrebbero fare tutto in tre settimane quando, come abbiamo visto,  tre settimane sono servite solo per insediare i parlamentari e per eleggere i Presidenti delle due Camere. Renzi propone il governissimo oppure le elezioni subito previa riforma del sistema elettorale. Egli propone il Sindaco di Italia. Vuole la legge elettorale  dei sindaci senza rendersi conto che una simile legge cambierebbe non solo la forma di governo ma anche quella di Stato. È la riedizione grossolana del programma di Berlusconi:  un uomo solo al comando, ossia, un leader, un programma ed una maggioranza blindata come quella dei sindaci. Probabilmente non si rende conto che tutto ciò  implica la fuoriuscita dalla Repubblica parlamentare e che non si tratta di una legge elettorale ma di una riforma costituzionale. L’aveva fatta Berlusconi e per portarla a termine gli  occorsero circa due anni nonostante che,  nei momenti decisivi,  le quattro letture siano state approvate a colpi di maggioranza. Ma Renzi il decisionista pensa di poterla fare in sei mesi.  Per non perdere tempo , è disposto a congelare il governo Monti quando la posizione di quest’ultimo è costituzionalmente molto dubbia visto che c’è un nuovo Parlamento e che il governo attuale,  nella migliore delle ipotesi,  è un governo che gode della fiducia  del Presidente della Repubblica  che scade fra due mesi. Rispetto alla crisi profonda anche da lui evocata per affrettare i tempi, Renzi  propone un  “piano del lavoro che dia risposte al dolore delle famiglie e alle sofferenze delle imprese” .  ma non basta dire che la crisi è profonda. Bisogna sapere  e dire quali sono le misure concrete per uscirne fuori e qual è la fattibilità di ciascuna di esse in relazioni ai vincoli interni, comunitari ed internazionali. Altrimenti si fa  solo demagogia come quando propone l’abrogazione delle province ed una seconda Camera federale dove partecipano in prima persona i Sindaci d’Italia. Ma peggio ancora, il decisionista Renzi non si rende conto che sarebbe un errore grave andare a votare di nuovo a fine giugno o a ottobre nel mezzo di una grave recessione e in presenza di un terzo  incomodo (il M5S) che difficilmente sparirà come d’incanto. Quindi stento a capire il suo ottimismo circa l’esito di nuove elezioni. Gli italiani lo voterebbero solo per la sua bella faccia?
                                                   di Enzo Russo

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