“Le belle notti” del Teatro della Cometa

“Le belle notti” del Teatro della Cometa

Per la regia di Claudio Boccaccini, uno spettacolo di Gianni Clementi con 17 giovanissimi interpreti a cavallo tra gli anni ’70 e i nostri giorni. Due generazioni di occupazioni scolastiche e lotte politiche a confronto al Teatro della Cometa fino al 3 aprile.

Tra banchi di scuola, risate, mode, amori giovanili, presidi, megafoni, celerini, si dipana una commedia che racconta l’adolescenza, le prime prese di coscienza del proprio io, nella politica, nei sentimenti, attraverso l’affermazione del proprio carattere nel branco e nella propria famiglia.

E’ la notte del 12 dicembre 1969, la stessa della strage di Piazza Fontana, quando un gruppo di ragazzi occupa un noto liceo romano: il Dante Alighieri. A pugno teso, sfidano i grandi per rubare una bella notte ai loro sogni di giovani adulti. Una bella notte così nessuno gliela potrà mai più portare via. Diventerà un ricordo indelebile e, chissà, forse servirà solo in parte a cambiare la storia del mondo, ma di sicuro segnerà la storia di ciascuno di coloro che l’avrà vissuta.

Simone è il leader del gruppo, attaccato ai propri ideali e ai propri sogni, proprio come solo i ragazzi sanno fare.  Ci sono poi i futuri calciatori che spasimano per guardare le partite della Roma, le ragazze acqua e sapone, quelle invece che a 16 anni fanno già girare la testa a tutti. C’è l’imbranato che ancora pende dalle labbra di mamma e papà. C’è il ragazzo spigliato che con una battuta rimette a posto le cose e scioglie la tensione e quello che cerca una ragazza a tutti i costi anche solo per dire che ne ha avuta almeno una. C’è chi cerca di sballarsi con uno spinello e chi ha come idolo Che Guevara. Ci sono proprio tutti.

Le differenze di carattere e di estrazione sociale all’inizio sembrano dividere ma poi, con lo scorrere delle ore, uniti sotto la stessa bandiera di ribellione, questi stessi elementi si dimostreranno una risorsa utile ad unire e alleare nell’appartenenza ad una causa comune per regalare ai protagonisti, e insieme al pubblico, una presa di coscienza collettiva.

Ma la vita sognata su quei banchi andrà esattamente come la speravano i protagonisti? Figli di amori mai nati e figli allora inaspettati, si incontreranno in un secondo atto che rimarcherà come i padri, che hanno fatto la storia, hanno consegnato ai loro eredi un mondo del tutto diverso da quello che si proponevano di costruire.

La voglia di sentirsi grandi è la stessa però, perché ogni generazione alla fine è uguale. In ogni adolescente, insieme ad un ribelle, infatti, si annida un sognatore. I mezzi di espressione però sono differenti così come diversa è la società in cui sono calati questi piccoli lottatori in erba. E differente è anche la consapevolezza dello scopo per cui si lotta, minore l’indipendenza e maggiore la voglia di fare baldoria. Gli ideali si sono persi e il divertimento, negli anni, è diventato il primo degli scopi. I cellulari invece sono ovunque, piccole spie che connettono con tutto il mondo tranne con chi è seduto accanto a noi.

Specchio di un mondo molto cambiato, allora, i ragazzi dell’occupazione del 2000 saranno il frutto inaspettato di quelle belle notti dei loro “colleghi” di trent’anni prima… E se non vi piace come si è trasformato il mondo che avevate sognato a 17 anni, dovrete cominciare a chiedervi se qualcosa, per renderlo tale, l’abbiate fatta anche voi.

Un appuntamento imperdibile per ridere e riflettere, per emozionarsi e tornare a guardare la vita con gli stessi occhi dei nostri anni di liceo, nelle nostre Belle Notti.

 

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