L’APPELLO

APPELLO
PAGARE TUTTI PER PAGARE MENO E AVERE SERVIZI MIGLIORI

In questi anni si è voluto far passare l’idea che l’imposizione fiscale sia un “male in sé”, una gabella “estorta” dallo Stato “inefficiente e sprecone". Le imposte invece non sono mai buone o cattive in sé, ma lo sono solo in quanto strumento che permette di far funzionare le nostre istituzioni e garantire ai cittadini quei servizi e quelle prestazioni che rafforzano la coesione sociale, lo sviluppo, il godimento dei diritti fondamentali anche da parte delle classi più disagiate.
 Siamo cittadini convinti che l’art. 53 della nostra Costituzione in questi ultimi anni sia stato disatteso, in particolare nell’ultima legislatura poiché il Governo con i suoi 22 condoni fiscali e previdenziali ha favorito il lavoro nero e l’evasione. La caduta del gettito, causata dall’evasione è stata coperta con tagli ai servizi sociali fondamentali, con il degrado della scuola e dei servizi pubblici, pagati quasi totalmente dai pensionati e dai lavoratori a reddito medio-basso. La politica fiscale del governo attuale invece che favorire i redditi più bassi ha avvantaggiato senza esitazioni i titolari dei redditi più alti:
• non sono tassati i guadagni frutto di vendita di azioni, mentre il titolare di un’impresa artigiana o commerciale che rivende la sua proprietà paga un Irpef variabile tra il 30 e il 45 per cento;
• chi specula sugli immobili paga meno di un professionista o un dipendente che produce reddito con il proprio lavoro;
• le società che risultano cronicamente in perdita (e quindi sono in forte sospetto di evasione) potranno scaricare le loro perdite sui distretti industriali, che così funzioneranno da vere e proprie "bare fiscali" facendo perdere all’erario circa 10 miliardi di euro.
Siamo convinti che tutto questo, ed altre distorsioni presenti nel nostro sistema fiscale, vadano corrette perché riteniamo che l’equità e la legalità fiscale siano indispensabili per far ripartire il nostro Paese.
Chiediamo alle forze politiche
• un impegno per la costruzione di una politica fiscale che tuteli maggiormente i redditi bassi e medio bassi in discontinuità totale con il recente passato;
• l’abolizione nella prossima legislatura dei condoni fiscali, edilizi e ambientali;
• l’apertura di un dibattito europeo sul tema della competizione fiscale tra Paesi, nel quadro di una giustizia fiscale globale

L’appello scaturisce dal Manifesto per l’equità e la legalità fiscale. 

 

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