L’amore prevale sull’interesse nell’operetta a lieto fine
La Vedova Allegra al Teatro Parioli fino al 21 gennaio

L’amore prevale sull’interesse nell’operetta a lieto fine

Canto, recitazione e balletto uniti dall’ironia e dalla poesia, per un classico immortale dell’Operetta che racconta storie di sentimenti e denaro. Dame e gentiluomini trasportati dalle emozioni attraverso i meandri infidi della politica, verso un epilogo felice. La Vedova Allegra di Franz Lehar, su libretto di Victor Léon e Leo Stein, va in scena al teatro Parioli fino al 21 gennaio con la regia di Flavio Trevisan e il talento della Compagnia Italiana di Operette.

 

La Vedova Allegra al Teatro Parioli fino al 21 gennaio

 

Le donne son dell’uomo la disperazione, ma anche far quadrare i conti di uno Stato non è facile. Provare a far coincidere sentimenti e interessi è sfida improba, specie se si vuole raggiungere tale scopo suscitando un sorriso e gli applausi di una platea. La Vedova Allegra, classico dell’Operetta di Franz Lehar, anima il palco del teatro Parioli di Roma dal 16 al 21 gennaio con la regia di Flavio Trevisan e la bravura della Compagnia Italiana di Operette con la sua squadra di attori, cantanti e ballerini. Una storia di amori talvolta clandestini e di cinica realpolitik, senza dimenticare però l’ironia e il divertimento.

Protagonista della vicenda è Hanna Glavary, vedova di un ricco banchiere di corte scomparso lasciando un’immensa fortuna. Quei soldi fanno gola ad un’intera nazione in difficoltà economiche, il Pontevedro. L’ambasciatore di questo Paese in crisi di liquidità, su incarico del proprio sovrano, mira così a trovare alla ricca donna un nuovo marito che sia, tassativamente, un compatriota. La scelta cade sul Conte Danilo, un impenitente donnaiolo un tempo innamorato della Glavary. Un connubio tuttavia avversato dalla famiglia di lui, che li separò, a causa delle origini contadine della ragazza. L’Ambasciatore tenta così di far nuovamente scoccare la scintilla tra i due con l’aiuto del fedele e impertinente Njegus, l’apprezzatissimo Victor Carlo Vitale. 

Il sentimento tornerà a sgorgare tra equivoci e battute, intrecciandosi con altri amori che si svilupperanno assieme e parallelamente. Dialoghi divertenti si alternano al bel canto grazie alle voci splendide dei protagonisti sul palco. Senza dimenticare gli spumeggianti balletti in stile Moulin Rouge di un cast all’altezza del compito. La Compagnia Italiana di Operette, la più antica delle molte esistenti nata nel 1953, fa vivere uno spettacolo immortale coinvolgendo il pubblico fino all’ultima battuta, l’ultimo passo di danza. Addirittura accompagnandolo all’uscita della sala al termne dello spettacolo. Letteralmente.

Una gentilezza che, unitamente alla qualità dello show e dei suoi interpreti, merita di essere premiata e vissuta di persona approfittando dell’opportunità che il cartellone del teatro Parioli offre.

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