La storia comunica attraverso le immagini
World Press Photo 2017, Palazzo delle Esposizioni, Roma

La storia comunica attraverso le immagini

Istantanee incancellabili degli eventi cruciali del nostro tempo. Il World Press Photo 2017, che si tiene a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni dal 28 aprile al 28 maggio, è uno degli eventi più importanti nell’ambito del fotogiornalismo da più di 60 anni.

Grazie alla propria immediatezza iconica gli scatti rappresentano vera e propria documentazione storica che supera le barriere linguistiche e culturali, arrivando subito all’anima di chi guarda. Non c’è necessità d’intermediazione, di spiegazione o interpretazione. Il messaggio di un’immagine è nell’immagine stessa; è l’immagine stessa. In questo modo l’informazione legata alla fotografia è dirompente in quanto cruda, priva di smussature. Ogni sfumatura è vera, reale.

La foto dell’anno 2017 infatti, costituisce la sintesi perfetta del mondo in cui viviamo: violenza, odio, lucida follia. An assassination in Turkey, di Burhan Ozbilici dell’Associated Press, raffigura il preciso momento in cui viene freddato alle spalle, in occasione dell’inaugurazione di una mostra d’arte ad Ankara il 19 dicembre 2016, l’ambasciatore russo nel Paese anatolico, Andrey Karlov. L’aguzzino è un poliziotto turco ventiduenne fuori servizio prestato all’estremismo islamista, Mevlut Mert Altintas.

Mevlut Mert Altintas shouts after shooting Andrei Karlov, right, the Russian ambassador to Turkey, at an art gallery in Ankara, Turkey, Monday, Dec. 19, 2016. (AP Photo/Burhan Ozbilici)

Mevlut Mert Altintas shouts after shooting Andrei Karlov, right, the Russian ambassador to Turkey, at an art gallery in Ankara, Turkey, Monday, Dec. 19, 2016. (AP Photo/Burhan Ozbilici)

L’attimo della tragedia cristallizzato in uno sguardo allucinato e sconvolgente, quello del killer perso in gesti farneticanti con il corpo della vittima esanime, a pochi passi di distanza. L’anno che è stato tremendamente simile all’anno che è. “Un’immagine potente che parla dell’odio dei nostri tempi”, ha definito lo scatto Mary F. Calvert, membro della giuria del World Press Photo 2017. “Talmente forte”, conclude, “che abbiamo davvero sentito che poteva incarnare la definizione di ciò che il World Press Photo of the year rappresenta”. 

Non è stata premiata solo l’opera di Burhan Ozbilici tuttavia, perché le immagini selezionate durante il concorso sono state 80.408, inviate da 5.034 autori di 125 nazionalità. La giuria ha suddiviso i lavori in 8 categorie premiando 45 fotografi provenienti da 25 Paesi. Uno sforzo immane per la buona riuscita di una manifestazione promossa da Roma Capitale e ideata dal World Press Photo Foundation di Amsterdam, istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo nata nel 1955.

Un evento imperdibile per conoscere ogni minima tonalità del mondo in cui viviamo. Colori, spazi ed emozioni racchiusi in un’immagine.

 

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