La sexy Venere di Impacciatore all’Ambra Jovinelli
foto di Fabio Iovino

La sexy Venere di Impacciatore all’Ambra Jovinelli

Una sexy Sabrina Impacciatore, Venere In Pelliccia, sarà fino al 5 febbraio all’ Ambra Jovinelli e ci spingerà ad indagare nel profondo buio delle nostre anime, a percorrere ancestrali labirinti e pruriginosi turbamenti. Chi è effettivamente la protagonista dell’opera? Qual è il suo vero ruolo? Perchè è là?

Un testo di Leopold von Sacher Masoch, adattato per il teatro da David Ives, commediografo americano degli anni ’50, è portato in scena da Sabrina Impacciatore e da Valter Malosti, che oltre ad essere interprete è anche alla regia.
La disperata ricerca, da parte di un regista, di un’attrice che possa interpretare Venere In Pelliccia, arriva a fine giornata con un nulla di fatto. Oltre trenta aspiranti sembrano essere state tutte inadatte, per niente all’altezza, finchè, ad audizioni terminate, bussa alla porta Vanda Jordan, grezza, volgare e sfacciata. A prima vista sembra impossibile che possa ricoprire quel ruolo, ma l’audizione sarà una sorpresa e qualcosa di molto speciale comincerà ad accadere.

Intenso l’erotismo di Masoch, da cui masochismo, e viene espresso in modo elegante dalla Impacciatore, molto brava a cambiare il registro velocemente da quello grossolano di Vanda come aspirante al ruolo a quello di Vanda, raffinata interprete del ruolo: rimbalza dall’ ironia con toni simpaticamente rustici all’eleganza recitativa appropriata alla Wanda Von Dunayev, protagonista del romanzo. I livelli dell’opera giocano tra realtà, finzione, sogno e allucinazione. Una prima lettura mostra il rapporto di dominazione e sottomissione che scorre sulla scena rossa, in contrasto col nero del fondale da cui entrerà la protagonista. Rapporto che si confonde nei passaggi in cui il dominato sottomette e viceversa. Lei è proiezione della mente di Malosti (personaggio), che nel non trovare la sua attrice, sembra più rifiutare di trovarla. Perchè è così difficile? Sente in sè una parte di Venere che non vuole cedere? La forza di questo spettacolo sta nel portare lo spettatore a proporre letture di cosa rappresenti Venere in pelliccia: può essere sì proiezione, ma anche sogno, perchè comunque, alla fine, tutto quello che succede sul palco potrebbe non essere mai successo.

Vanda-Wanda-Venere entra dalla profondità oscura, è lei stessa una figura scura. Malosti è inglobato dal rosso violento e passionale degli spazi, su cui insiste un divano, in cui affonderà il corpo di chi è venuta dal buio forse per vendicare qualcosa… Forse per far scoprire qualcosa di sè… Arriva senza indugio il grande lavoro che c’è dietro per portare la complessità di questa Venere leggera e fruibile al pubblico.

Una pelliccia che non susciterà proteste, questa, perchè raffinata e divertente!

 

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