La rappresentanza val bene uno streaming

La rappresentanza val bene uno streaming

L’incontro Renzi-M5S si svolge di nuovo sotto i riflettori, ma i contenuti latitano mentre il telespettatore-elettore annuisce

di Adalgisa Marrocco

Streaming-Di-Maio-RenziMatteo Renzi si adegua al Movimento 5 Stelle, di nuovo. O forse, è il Movimento 5 Stelle che si adegua a Matteo Renzi. Una nuova diretta streaming, una nuova manifestazione di quella politica 2.0 che, quando non suscita ilarità, diffonde nell’aria un fastidioso sentore di presa in giro.

Il partito personale contro i portavoce dei cittadini, ma in comune agli schieramenti c’era la consapevolezza che quello non fosse un vero incontro politico ma una trasmissione TV. Sia Renzi che Di Maio all’inizio del confronto si sono rivolti al pubblico a casa, questa l’impeccabile analisi dell’esperto di filosofia del linguaggio Giovanni Lacchetti su Formiche.net.

Rinnovare l’esteriorità della comunicazione, per lasciare invariati i contenuti. Si sbatte la porta in faccia durante uno streaming, ma si potrebbe farlo benissimo anche senza una telecamera a documentarlo. Purtroppo, il più delle volte, il telespettatore-elettore annuisce e si accontenta di quel che c’è. La magra rappresentanza val bene uno streaming, insomma. Più che voglia di trasparenza da parte dei partiti, la nuova tendenza sembra sintomo di protagonismo e competizione tra aspiranti primi della classe.

La limpidezza politica si dimostra (o si dovrebbe dimostrare) con altri e alti mezzi. Ad esempio, non c’è trasparenza quando si fanno promesse a cui non si può tener fede. Non c’è trasparenza quando si riforma per scherzo il Senato, preservando lo scandaloso privilegio dell’immunità. Non c’è trasparenza quando si promettono otto banconote da 10 euro ai lavoratori, ma per raggranellarli bisogna attuare un salasso su altri fronti. L’elenco viene sospeso per decenza. Sotto questo punto di vista, i grillini dimostrano senz’altro maggior onestà.

La prima volta i protagonisti erano stati Pierluigi Bersani e i pentastellati Lombardi e Crimi. Il risultato? Nulla di fatto, una presa in giro tuttalpiù. La seconda volta era stato il turno del match Renzi-Grillo, tanto enfatico da sembrare frutto del fulgido intelletto di qualche sceneggiatore del teatro dell’assurdo. Ora il presidente del Consiglio che scambia battute con Di Maio e il dibattito diventa metadialogo quando un’interruzione serve ad affermare che non si deve scadere nel ritornello “mi faccia finire, non interrompa”.

Eppure non era un talk-show. Eppure in discussione c’era l’interesse pubblico e la democrazia. Eppure le cose ormai si confondono e quasi nessuno sembra farci caso.

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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